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Calcio Femminile/ Greta Adami: “La Fiorentina può vincere lo scudetto. Mi manca il mare e il mio cane Raja”

Foto: Lisa Guglielmi

Greta Adami, classe 1992, di Viareggio, centrocampista – con il vizio del gol – della Fiorentina Women’s (Serie A di calcio femminile), si racconta in un’intervista esclusiva a SportDonna. Tra obiettivi e trofei, alzati e da alzare, alla passione per la maglia viola e la speranza Mondiale. Ma di una cosa è sicura, senza calcio non potrebbe stare: “Non riesco ad immaginare la mia vita senza il pallone, davvero. Ogni tanto mi vedo con le amiche che hanno fatto scelte di carriera diverse e mi confronto con loro, ma non tornerei indietro. Non riuscirei a vedere una Greta Adami senza calcio, non sarei quella che sono ora“.
Due giorni fa, nel recupero contro le ragazze della Pink Bari la sua squadra si è imposta con un netto 8-0 accorciando nettamente sulla Juventus.
Come è stato questo doppio confronto?
“Sono state due partite diverse, come si può vedere da risultato. A Bari non abbiamo giocato molto bene ma abbiamo agguantato tutta la posta in gioco. Loro sono una squadra molto aggressiva e in casa si fanno sentire. Ieri abbiamo giocato una grande partita. Nel primo tempo non siamo riuscite a chiuderla nonostante le occasioni create, ma nella ripresa abbiamo dilagato, specialmente dopo il 2-0. Ovviamente rigiocare per la terza volta contro la Pink Bari, la quarta partita di fila in 10 giorni, ci ha fisicamente provato. La stanchezza si è fatta sentire ma volevamo fare bene anche perché era una partita molto importante per noi soprattutto per la classifica“.
Vi siete aggiudicate la Supercoppa in una sfida contro la Juventus che ha sempre un sapore particolare. Quale è l’obiettivo della Fiorentina in questa stagione? E il tuo personale?
La Supercoppa è un trofeo importante e la sfida con la Juventus è sempre differente dalle altre per cui alzare quella coppa ci ha dato una doppia soddisfazione. Noi vogliamo vincere il più possibile, arrivare in vetta al campionato e in finale di Coppa Italia. Lo Scudetto è possibile ci sono tre squadre in lizza per la vittoria finale e noi vogliamo essere protagoniste. Personalmente invece non ho un obiettivo preciso in mente, voglio fare bene questo è ovvio ma la cosa che desidero di più è vincere con la squadra. In fondo se la Fiorentina vince vuol dire che anche io ho fatto bene”.

Tifi Fiorentina: cosa significa vestire la maglia della squadra del cuore e calcare il campo del Franchi per la Champions League?
Indossare questa maglia è il sogno di ogni bambino o bambina di Firenze. Quando sono arrivata qui non seguivo molto il calcio maschile ma proprio a Firenze ho iniziato a frequentare lo stadio e tutto l’ambiente e sono stata travolta dalla passione. Per me è una soddisfazione vestire la maglia viola e da quando il club è entrato nel calcio femminile, ormai 4 anni fa, sono stati fatti enormi progressi. Giocare al Franchi è un’emozione unica. La prima volta è stata contro il Tavagnacco nel match che ci ha consegnato lo Scudetto, c’erano tantissime persone che erano venute a sostenerci. Nelle sfide di Champions League c’è meno pubblico ma l’atmosfera europea ti da una carica pazzesca. Ricordo ancora la prima sfida contro il Fortuna Hjorring. E, in più, in quella gara ho contribuito alla rete di Vigliucci e questo mi ha reso davvero orgogliosa di quella vittoria
Il movimento del calcio femminile è in crescita e finalmente si sta staccando dallo stereotipo che lo vuole prettamente come sport maschile. Come vivete da dentro questo cambiamento?
Già il fatto che questo cambiamento ci sia è già positivo. Poi da dove eravamo a dove siamo adesso c’è una differenza abissale. Poi ovviamente si più e si deve ancora migliorare ma gradualmente stiamo facendo progressi e dobbiamo dire grazie a chi per primo si p battuto per questa causa. Io sono felice faccio quello che mi piace ma vorrei che le calciatrici e le donne possano essere riconosciute dalla Federazione come professioniste in modo tale di avere l’opportunità di dedicarsi esclusivamente alla carriera sportiva”

A dimostrazione, questo è anche l’anno dei Mondiali. Tu che sei nel giro delle azzurre come vedi la partecipazione a Francia 2019?
“È stato raggiunto un grande obiettivo a vent’anni dall’ultima volta e di questo ne siamo molto orgogliose. La Nazionale si sta preparando al meglio per arrivare a luglio nelle migliori condizioni e credo che se l’Italia scenderà  in campo con la stessa mentalità che ha mostrato durante le qualificazioni potrà  fare bene. Il sorteggio non è stato proibitivo ma si sa al Mondiale di partite facili non ne esistono. Forse, contro alcune squadre potremmo partire svantaggiate, ma sono certa che la testa farà la differenza. E noi, siamo motivate e vogliamo fare bene”.


Si sa, la carriera nel mondo del calcio non è mai lunghissima. Hai mai pensato come sarà  la tua vita lontana dal calcio giocato?
Adesso penso solo a giocare. Sto studiando Scienze Motorie e finendo la Magistrale e il mio obiettivo è quello di provare a crearmi un futuro nel mondo dello sport. Una volta che sarò costretta a smettere di giocare, penso che tornerò a casa sul mare con la famiglia e il mio cane Raja“.

 

Informazioni sull'autore

Diletta Barilla

Diletta Barilla

Da sempre appassionata di sport seguo prevalentemente il calcio, anche nella sua versione più “grezza” il soccer della lega americana. Sarà forse per la data di nascita, il 4 luglio, ma ho un debole per gli atleti a stelle e strisce e tutto lo sport made in USA. La racchetta da tennis sempre a portata di mano, il pallone come mantra

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