Il calcio femminile si è fermato. Tranne quello di Serie A che aspetta di conoscere il proprio destino. Le ultime danno la ripresa del campionato a metà luglio per concludere i sei turni che mancano.
La Juventus ha ripreso gli allenamenti individuali da 10 giorni, mentre da questa settimana torneranno a farlo anche Sassuolo e Milan. Le altre sono ancora ferme.
Le ragazze fremono dalla voglia di tornare in campo ma chiedono di essere tutelate quanto i maschi. «Nessun protocollo più blando  – le parole di Cecilia Salvai della Juventus – C’è di mezzo la salute, non avrebbe senso dividere fra uomini e donne. Naturalmente bisogna verificare la fattibilità di queste regole nel nostro mondo. E tutto questo ci dice quanto sia importante la nostra lotta continua per arrivare al professionismo».
Il problema dei protocolli sanitari che le società di calcio femminile dovranno far rispettare è molto importante. Molti club infatti non hanno le risorse necessarie per adottarliChiara Marini, medico sociale della Pink Bari, lancia l’allarme: «Si tratta di linee guida che per il nostro momento sono impraticabili. Come faccio, da medico, a poter garantire il rispetto di un protocollo del genere? Non possiamo camuffarci da professionisti se non lo siamo».

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