Jessica Di Lupo, attaccante dello Spezia Calcio Femminile, si racconta. La giocatrice, classe 1995, che in carriera ha militato anche in serie superiori ha scelto Spezia per rimettersi in gioco in questa stagione: “La società ha basi solide e progetti a lungo termine. Queste sono state le due motivazioni principali che mi hanno spinta a sposare questo progetto. Insieme alle mie compagne vogliamo far crescere questa squadra il più possibile“.
State disputando un buon campionato, la classifica vi sorride. Quale è l’obiettivo della squadra?
Purtroppo l’obiettivo di conquistare il primo posto in classifica è sfumato. Adesso tutti i nostri sforzi sono concentrati cercare di vincere ogni partita per arrivare il più in alto possibile“.
La sfida contro il Campomorone Ladies lo vivete un po’ come un derby? Quale è la partita più speciale e/o difficile da disputare?
È il derby della Liguria e per questo motivo resta sicuramente una sfida molto sentita. Per noi però ogni partita è speciale e allo stesso tempo difficile da giocare. In questo campionato nessun risultato è scontato“.

 

Il calcio femminile si sta, finalmente, un po’ emancipando dal più “famoso” cugino maschile. Un ottimo risultato maturato però un po’ in ritardo in Italia rispetto ad altri paesi. Secondo te, sempre che ce ne siano, quali sono le differenze maggiori tra questi due mondi?
Credo che sostanzialmente non esistano differenze se non da un punto di vista fisico. Ma questo non riguarda solo il calcio ma tutti gli sport in generale“.
Cambiando il conteso sociale si allontanano anche gli stereotipi che lo vorrebbero uno sport prettamente maschile. Tu come mai hai scelto di giocare a calcio?
Negli ultimi anni nel mondo del calcio femminile c’è stata un’evoluzione è vero anche se però, va detto, siamo ancora distanti dai modelli del Nord Europa e da quelli statunitensi. È però importante che questo cammino sia iniziato e mi auspico che si possa proseguire in questa direzione in maniera sempre più intensa. Si può dire che per me il calcio sia un affare di famiglia, mi sono avvicinata a questo sport grazie a Patrizia  Sberti, cugina di mia madre, che ha un passato ai vertici della serie A e della nazionale.“.
Capitolo nazionale. Come vedi il cammino delle azzurre in Francia?
Innanzitutto devo dire che sono molto contenta che la nazionale italiana sia riuscita a centrare la qualificazione. Il cammino a Francia 2019, sin dal girone, non sarà dei più semplici anche se la squadra è cresciuta molto e può contare su elementi importanti in grado di trascinarla verso traguardi importanti“.
Intanto le ragazze di Milena Bertolini hanno conquistato un secondo posto alla Cyprus Cup. Un successo o una delusione per come è arrivato secondo te?
Certo il rimpianto per come è maturato questo risultato un po’ resta ma credo che, in ogni caso, questo secondo posto finale sia da considerarsi un successo“.
E tu, la sogni la maglia azzurra?
Ovviamente sì! Penso che sia il sogno di ogni calciatrice“.
Dove ti vedi il prossimo campionato?
Per il momento penso a terminare nel migliore dei modi questa stagione, alla prossima ci penseremo più avanti“.
Anche se sei ancora giovanissima, immagini mai la tua vita fuori la campo? Hai già idea di cosa vorresti “fare da grande”?
Sto studiando per diventare Fashion designer. La mia speranza è di riuscire a realizzarmi in quel settore“.

 

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