Calcio

Calcio femminile/Mondiali: il VAR fa discutere. Come le nuove regole

La protesta delle giocatrici del Camerun nella gara contro l'Inghilterra (Credits: Getty Images)

Al Mondiale di Francia, oltre le ragazze in campo, ad essere protagonista è anche il VAR. Ma l’utilizzo del video assistant referee fa discutere. Due i casi eclatanti sino a questo momento: il primo in Scozia-Argentina, ancora nella fase a gironi, l’altro in Inghilterra-Camerun valida per il passaggio ai quarti di finale. Ancora una volta a “scendere in campo” è Hope Solo che, nel suo nuovo ruolo di opinionista per la BBC, sembra essere assolutamente a suo agio così come lo era tra i pali.

Il primo caso riguarda la sfida tra Scozia e Argentina: ultimo turno della fase a gironi. La gara termina 3 a 3 e il pareggio sostanzialmente non aiuta nessuna delle due nazionali. Le scozzesi chiudono quarte e sono automaticamente eliminate, le argentine raggiungono il terzo posto ma i soli 2 punti in classifica non bastano a passare come “migliore terza”. Il portiere della Scozia, Alexander, para il penalty concesso ma il VAR interviene e l’arbitro fa ripetere l’esecuzione. Il motivo? L’estremo difensore non aveva i piedi in perfetta linea con la riga di porta. Al secondo tentativo l’Argentina non sbaglia. In questo modo si avvantaggia la squadra che beneficia del calcio da 11 metri e, a fine match è arrivato un tweet sibillino da parte di Hope Solo: “Dobbiamo parlare di questa regola e del modo in cui influisce sulle partite”. Tutta questa polemica deriva però dai nuovi regolamenti promossi dall’IFAB.
La sfida tra l’Inghilterra e il Camerun ha visto il VAR protagonista in due occasioni, in entrambi i casi rivelatesi favorevoli per le inglesi. Prima la convalida della rete inizialmente annullata per fuorigioco, poi il gol cancellato alle camerunensi sempre per offside. Le ragazze del Camerun hanno protestato a lungo, anche sul terreno di gioco, rifiutandosi di battere il calcio di inizio per far riprendere il match e non sono mancate le polemiche con gli addetti ai lavori. Dopo quelli che per loro sono stati due torti, le calciatrici africane hanno infuocato gli ultimi minuti di gioco con una condotta ai limiti del regolamento. A fine gara Hope Solo si è lasciata andare ad un commento: “Sono contenta che l’arbitro abbia fischiato la fine, sono stufa di parlare di VAR”.

Certamente questi non sono gli unici casi verificatesi in questo Mondiale che hanno avuto come protagonista il VAR e che hanno fatto discutere. Un episodio si è verificato anche nella sfida tra Giamaica e Italia. L’arbitro concede il “bis” alle azzurre con Cristiana Girelli che al secondo tentativo segna. Stessa storia, stesso risultato anche in Nigeria-Francia. Il rigore delle transalpine si stampa sul palo ma il direttore di gara fa ripetere l’esecuzione con le padrone di casa che non sbagliano una seconda volta ed esultano.

Hope Solo, sempre molto attiva sui social durante questo Campionato Mondiale, ha poi pubblicato una vignetta satirica con uno smile a corredo e sostenendo che: “Anche solo spostarsi di qualche centimetro dalla linea può penalizzare il portiere durante il calcio di rigore perché, di conseguenza, cambia il tempo di reazione. Il tempo non è sufficiente per chiudere bene l’angolo“.

 

 

 

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Diletta Barilla

Diletta Barilla

Da sempre appassionata di sport seguo prevalentemente il calcio, anche nella sua versione più “grezza” il soccer della lega americana. Sarà forse per la data di nascita, il 4 luglio, ma ho un debole per gli atleti a stelle e strisce e tutto lo sport made in USA. La racchetta da tennis sempre a portata di mano, il pallone come mantra

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