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Calcio femminile / Mondiali: la fidanzata di Rapinoe: “Ecco perché Trump odia Megan”

Credits: Getty Images

Megan Rapinoe, centrocampista della Nazionale statunitense, è una delle grandi protagoniste del Mondiale di calcio femminile in corso in Francia. Protagonista dentro il campo grazie alle cinque reti realizzate protagonista anche fuori con l’accesa polemica innescata nei giorni scorsi con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Anche Sue Bird, la fidanzata della calciatrice americana e playmaker della nazionale americana di basket, ha attaccato il presidente Usa dai microfoni di The Player’s Tribune: “Suppongo che il presidente debba davvero odiare la mia fidanzata, visto che scarica odio nei suoi confronti mentre lei difende il calcio e lo sport femminile, l’uguaglianza salariale, l’orgoglio gay e l’amore vero. Al tempo stesso è decisiva per la nazionale“.
Se la nazionale vincerà i Mondiali – aveva detto qualche mese fa – non andrò alla Casa Bianca. Lo ha ribadito il 27 giugno in conferenza stampa. “Dobbiamo considerare il tempo e gli spazi che abbiamo a disposizione” ha detto, “per portare questo sport in un posto migliore e magari il mondo in un posto migliore. Io non andrei, e non incoraggerei le mie compagne ad andare; significa offrire quegli spazi, ed essere cooptate da una amministrazione che non combatte per le stesse cose per cui combattiamo noi”.
Immediata la risposta di Donal Trump: “Sono un grande fan della Squadra Americana e del Calcio Femminile ma Megan dovrebbe prima VINCERE e poi PARLARE! Finisci l’opera! Non abbiamo ancora invitato Megan o la squadra, ma adesso invito la squadra che vinca o che perda. Megan non dovrebbe mancare di rispetto alla Patria, alla Casa Bianca o alla Bandiera, soprattutto perché è stato fatto moltissimo per lei e la squadra. Sii orgogliosa della Bandiera che indossi. Gli USA vanno alla GRANDE!
Nel 2016, si è inginocchiata durante l’inno nazionale americano per esprimere solidarietà a Colin Kaepernick, il giocatore di football americano che per primo protestò così di fronte alla questione razziale e che per questo ha perso il suo contratto da professionista. Ancora oggi mentre suonano le note du Star Spanned Bangler Megan tiene le labbra chiuse, è un suo modo per far capire che lei è contro il sistema.

Megan Rapine in silenzio durante l’inno americano (Getty Images)

Amata da buona parte degli americani, al tempo stesso è mal vista da chi invece non la pensa come lei e la accusa di protagonismo. La calciatrice, vice capitano della Nazionale femminile di calcio degli Usa, lotta contro i diritti dei gay, delle minoranze e contro il gender pay gap che attanaglia il mondo del calcio americano. Le ragazze chiedono un trattamento uguale a quello riservato ai maschi, almeno quando giocano per la nazionale. Ora ha conquistato la finale dei Mondiali e sogna di alzare ancora una volta questo trofeo. L’ultimo della sua carriera molto probabilmente considerato che venerdì’ 5 luglio compirà 34 anni.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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