Il conto alla rovescia è iniziato. Martedì (ore 18 – diretta su Rai 1 e Sky Sport Mondiali, canale 202) allo ‘Stade de La Mosson’ di Montpellier  l’Italia affronterà la Cina nell’ultimo Ottavo di finale del Mondiale di calcio femminile, che dopo una giornata di pausa riparte oggi con le prime due gare ad eliminazione diretta: Germania-Nigeria e Norvegia-Australia.
Tra le protagoniste della gara, ci auguriamo il meno possibile, ci sarà Laura Giuliani il portiere della nostra nazionale fino ad oggi una delle migliori nel suo ruolo nella manifestazione francese.
Solare e simpatica, loquace e riflessiva, Laura sembra più matura della sua età. Merito anche dei cinque anni trascorsi in Germania, dove il calcio non le bastava per mantenersi. Addetta in una fabbrica all’impacchettamento di Dvd, cameriera al ristorante, barista, ha lavorato anche di notte in un panificio. Tanti sacrifici ripagati dalla soddisfazione di difendere la porta della Nazionale: “Quando ho deciso di andare a fare la panettiera era un momento di difficoltà e mi sono detta che era l’unico lavoro che potessi fare per potermi allenare di giorno. Il fatto di lavorare contemporaneamente al calcio è stato un modo per staccarmi dalla routine e per avere un’altra visione delle cose. All’inizio ho lavorato per costrizione, poi è stata una scelta”. Gigi Buffon è l’idolo di sempre, Alisson il modello del momento: “Il portiere è un ruolo particolare perché sei lì da solo, magari ti arriva un tiro a partita e in quel momento devi farti trovare pronto. E’ un ruolo che assomiglia alla vita di tutti giorni fuori dal campo, un errore può servirti per analizzarti e cercare di migliorarti”.

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Uno dei temi più discussi in questi giorni riguarda le dimensioni del campo e delle porte. C’è chi sostiene che un terreno di gioco ridotto e una porta meno alta permetterebbero alle calciatrici di esprimersi al meglio: quanti sposano questa tesi prendono come esempio altre discipline come la pallavolo, dove la rete in campo femminile è più bassa di una ventina di centimetri: “Le porte devono rimanere uguali – è il pensiero di Laura – sono dell’idea che niente vada cambiato. Se sei posizionata bene riesci ad arrivare su palloni che un portiere uomo riesce a prendere anche se ha una posizione di partenza errata perché ha una struttura fisica e un’esplosività diversa rispetto ad una donna”.
Come molti atleti anche lei ha i suoi riti: “Prima di entrare in campo metto prima il guanto sinistro perché con il destro saluto e mentre vado verso la porta tocco prima il palo destro, poi la traversa e il sinistro. Faccio il segno della croce e guardo il cielo, credo di avere qualcuno che mi protegge e mi affido a lui”.