Sempre più spesso in ambulatorio mi ritrovo asterischi pesanti nelle analisi del sangue, uno dei più frequenti, soprattutto per la donna, è quello riguardante la vitamina D, una sostanza liposolubile (ossia che si assorbe grazie ai grassi). In realtà non è una vitamina nè un nutriente. Essa infatti si produce grazie alla luce solare, in particolare con l’azione dei raggi UVB sulla nostra pelle.

A COSA SERVE LA VITAMINA D?

Il ruolo di questa vitamina è connesso al metabolismo del calcio. La presenza di questa sostanza infatti determina un aumentato assorbimento del calcio nell’intestino tenue e un maggior riassorbimento dello stesso metallo anche a livello renale. La sua carenza è pertanto correlata ad una maggior perdita della parte minerale dell’osso. In termini tecnici questo “sfaldamento” prende il nome di OSTEOMALACIA che poi evolve in osteoporosi. Un altro grave problema generato dalla carenza di vitamina D è il RACHITISMO. In età giovanile quindi la carenza potrebbe provocare malformazioni ossee, allungamento sproporzionato delle ossa lunghe e della cassa toracica, arcuamento delle gambe, ripiegamento della colonna vertebrale, debolezza e atonicità dei muscoli.

OSSA MA NON SOLO…

Negli ultimi anni sempre più studi si sono focalizzati sul ruolo della vitamina D anche su distretti diversi dall’apparato scheletrico. Essa sembra giocare un ruolo fondamentale anche nella prevenzione di alcuni tumori, della sclerosi multipla, dell’artrite reumatoide, del morbo di Chrone del diabete mellito. Una carenza inoltre sembra avere effetti importanti sullo sviluppo del cervello e sulla salute mentale.

COSA FARE PER EVITARE CARENZE?

Purtroppo la sola alimentazione non basta. La vitamina D infatti si trova in cibi come il salmone, i funghi essiccati al sole, l’olio di fegato di merluzzo. Anche se li mangiassimo tutti i giorni però il loro consumo copre solo il 10 massimo 40% del nostro fabbisogno giornaliero!

La miglior fonte di vitamina D è in realtà la luce solare. Stare con braccia e gambe scoperte alla luce diretta dei raggi UVB per massimo 15 minuti al giorno (senza protezione) è la fonte migliore di questo elemento! sottolineo SENZA protezione perché in realtà già l’uso di una crema solare con protezione 15 blocca i raggi impedendo la produzione della vitamina. Inoltre, più la nostra pelle è scura e meno assorbiremo i raggi. La melanina infatti riduce molto la produzione di vitamina D.

I PROBLEMI NELLA PRODUZIONE DI VITAMINA D

Se l’olio di fegato di merluzzo non fa parte della tua dieta e il lavoro ti costringe a rimanere chiuso in ufficio senza vedere un raggio di sole il problema di produzione di vitamina D aumenta. In questo caso quindi è assolutamente necessaria un’integrazione.

Una supplementazione giornaliera di 10-25 mila unità di vitamina D3 è sufficiente a prevenire tutti i rischi  per la salute prima citati. L’integrazione quando serve non ha effetti collaterali! Quindi, soprattutto nei mesi invernali va assunta!

Conclusioni

Fatti consigliare dal tuo medico di fiducia il tipo di integratore (una volta al mese o tutti i giorni sotto forma di olio da mettere sul pane) in base alle tue esigenze ma non dimenticare di questa sostanza soprattutto se sei una donzella e se ti stai avvicinando o sei in menopausa.

per qualsiasi dubbio resto a tua disposizione.

A presto,

Alice

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