Costume e società

Ciclismo/ Donna transgender vince per la prima volta i Mondiali. Che polemiche!

Ciclismo/ Donna transgender vince per la prima volta i Mondiali. Che polemiche!

Una ciclista canadese, che di nome fa Rachel McKinnon ha vinto sabato scorso il titolo iridato della pista ai mondiali Master in svolgimento a Los Angeles. Fino a qui nulla di strano se non fosse che si tratta di una donna transgender. Unaprima volta, la sua, destinata a fare storia anche perché in nessuna specialità sportiva si era mai verificato un risultato del genere.
Inevitabili le critiche piovute, a cominciare da quelle di Jennifer Wagner-Assali, medaglia di bronzo: «Sono la ciclista giunta terza, ma è un risultato ingiusto» ha twittato.
La risposta della ciclista transgender, professore assistente di filosofia in un un liceo della carolia del Sud, è stata pronta: «Mi alleno da 15 a 20 ore la settimana, due volte al giorno, cinque o sei giorni la settimana. Quello che ottengo, me lo conquisto con fatica. E voi che criticate siete solo dei bigotti transofobi». Insomma un successo destinato a provocare ulteriori polemiche come dimostra il fatto che, c’è chi giura, le altre due atlete sul podio siano state costrette a sorridere.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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