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Ciclismo / Women’s Tour of California: vince Anna van der Breggen. I risultati delle italiane

Anna van der Breggen (Boels-Dolmans Cycling Team) ha vinto il Women’s Tour of California 2019, precedendo in classifica generale la compagna di squadra e padrona di casa Katharine Hall e la sudafricana Ashleigh Moolman-Pasio (CCC-Liv). La campionessa del mondo ha capitalizzato il successo ottenuto nella prima frazione controllando le avversarie nelle successive due frazioni, tornando alla vittoria dopo quasi un mese dall’affermazione alla Freccia Vallone.

La prima tappa di giovedì, con partenza ed arrivo siti a Ventura per un totale di 96,5 km, prevedeva ben cinque Gran Premi della Montagna, ma le insidie sono arrivate anche da un forte vento che ha caratterizzato gran parte della corsa. L’iridata van der Breggen ha colto il successo attaccando sull’ultima salita, posta a 5 km dal traguardo, raggiungendo la fuggitiva Ol’ga Zabelinskaja (Cogeas-Mettler Pro Cycling Team) e costruendo un buon margine di vantaggio in discesa che le ha permesso, nonostante il forte vento contrario incontrato sul rettilineo finale, di precedere di 18” il gruppo inseguitore, formato da 16 atlete e regolato dall’italiana Elisa Balsamo (Valcar Cylance Cycling) sulla cubana Arlenis Sierra (Astana Women’s Team).
Women's Tour of California 2019, prima tappaLa seconda tappa, svoltasi venerdì, era considerata la tappa regina di questo Women’s Tour of California 2019: 74 i km da percorrere ma due importanti asperità da scalare, il Glendora di 1ª categoria e il Mount Baldy, quest’ultimo un Hors Catégorie. In una tappa animata dai numerosi tentativi di fuga delle ragazze della Valcar Cylance Cycling, la corsa s’è decisa intorno ai 5 km dal traguardo. Lo sparuto gruppetto delle pretendenti alla vittoria, formato da van der Breggen, Hall, Moolman-Pasio, Lizzie Deignan (Trek-Segafredo) e Katarzyna Niewiadoma (Canyon-SRAM), è completamente saltato quando Hall ha deciso di aumentare l’andatura, mettendo alla frusta tutte le avversarie salvo la compagna di squadra, rientrata prontamente sulle ruote della compagna. La coppia ha proseguito di comune accordo fino alla cima e come regola non scritta impone la van der Breggen ha lasciato il successo parziale alla Hall, sapendo di aver ormai ipotecato il successo finale. Al terzo posto è giunta la Moolman-Pasio, da segnalare la coriacea prova di Omer Shapira (Canyon-SRAM), grande protagonista nei chilometri conclusivi.
Women's Tour of California 2019, seconda tappa

La conclusiva terza tappa, da Santa Clara a Pasadena per un totale di 115,5 km, si articolava sull’ondulato percorso dell’Angeles National Forest e prevedeva inoltre un circuito finale di tre giri nei pressi del Rose Bowl Stadium. Una corposa fuga di 15 atlete ha costretto anche la formazione di Anna van der Breggen, oltre a quelle delle velociste, a lavorare alacremente fino alle battute finali per ricucire lo svantaggio. La volata finale ha premiato la nostra Elisa Balsamo, già vicina al successo nella frazione inaugurale, che ha preceduto ancora una volta la Sierra. Nelle prime dieci anche Tatiana Guderzo (BePink), nona.
Women's Tour of California 2019, terza tappa
Oltre alla conquista della classifica generale, Anna van der Breggen ha portato a casa anche la maglia verde della classifica a punti proprio davanti a Balsamo, mentre Juliette Labous (Team Sunweb) ha conquistato la classifica giovani precedendo Marta Cavalli (Valcar Cylance Cycling). Liliana Moreno (Astana Women’s Team) ha primeggiato infine nella classifica scalatrici.

Women’s Tour of California 2019 – Classifica generale finale

1ª) Anna van der Breggen (Boels-Dolmans Cycling Team) in 8h32’34”
2ª) Katharine Hall (Boels-Dolmans Cycling Team) a 29”
3ª) Ashleigh Moolman-Pasio (RSA) CCC-Liv a 1’06”
4ª) Clara Koppenburg (WNT-Rotor Pro Cycling) a 1’25”
5ª) Katarzyna Niewiadoma (Canyon-SRAM) a 1’34”
6ª) Brodie Chapman (Team Tibco-Silicon Valley Bank) a 1’46”
7ª) Krista Doebel-Hickok (Rally UHC Cycling) a 1’58”
8ª) Omer Shapira (Canyon-SRAM) a 2’12”
9ª) Emma Grant (Sho-Air TWENTY20) a 2’15”
10ª) Pauliena Rooijakkers (CCC-Liv) a 2’28”

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Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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