Per contrastare l’emergenza coronavirus da oggi tutte le stazioni sciistiche d’Italia hanno chiuso gli impianti di risalita
Il buonsenso che spesso abbiamo chiesto, non solo non c’è stato, ma in alcuni casi c’è stata anche un’operazione di marketing a dir poco vergognosa. Ci riferiamo alla sollecitazione ad alcuni studenti, liberi dagli impegni scolastici, ad andare in montagna. È inammissibile. Visto che in alcune aree il messaggio non è passato, abbiamo deciso all’unanimità con le Regioni e con il Governo di chiudere tutti gli impianti sciistici del Paese”. Queste le parole del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, durante una conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Roma.
Il riferimento è alla campagna marketing dell’Abetone (Pistoia), che invitava gli studenti a casa per le scuole chiuse a sciare con sconti e forti promozioni con tanto di feste organizzate.
La decisione del Governo è stata presa anche dopo aver visto le immagini di decine di località prese letteralmente d’assalto nonostante il divieto di assembramenti. In piena emergenza sanitaria gli impianti sono stati presi d’assalto.
Vero è che la montagna è per eccellenza un luogo puro e con l’aria pulita ma questo non basta ad evitare il propagarsi del virus. Valgono le stesse regole che esistono ovunque.

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