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Motori/Carlotta Fedeli, la mamma che corre in pista. “Di notte dormo poco, ma va bene così. Mi sento più matura”

Durante lo scorso weekend all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, uno dei più iconici circuiti nel territorio italiano, si è svolto il quinto dei sei round del campionato automobilistico italiano TCR. La nostra attenzione era tutta concentrata su Carlotta Fedeli, unica pilota donna iscritta a questo campionato per vetture turismo.
Nata a Roma il 3 febbraio del 1992, Carlotta è una delle più importanti pilote del panorama italiano: nonostante la giovane età ha già alle spalle una grande esperienza accumulata fin dagli inizi in kart.
“Ho iniziato a 14 anni con i kart e poi a 18 anni sono subito passata a correre con una Seat Leon, debuttando a Vallelunga. Per me il motorsport è tutto, io vivo di pane e motorsport, è la mia passione più grande.” – ha raccontato Carlotta a SportDonna.
Il passaggio dai go-kart all’automobile è infatti lo step più difficile per la maggior parte dei piloti ed è proprio il momento che può cambiarti la vita e trasformare una passione in un vero e proprio lavoro.
Passaggio che non ha spevantato Carlotta, che grazie alla sua grande determinazione e ad un talento cristallino non ha sofferto, dimostrando di potersi giocare da subito le sue chances nel mondo dei grandi.
“Ovviamente le differenza sono molte. All’inizio trovavo un po’ di difficoltà nelle frenate, però devo dire che sono da subito andata meglio in macchina rispetto ai kart”.
Fino a pochi anni fa, era raro vedere donne far parte di un mondo come quello del motorsport. Ma Carlotta ha sempre avuto la costanza di proseguire per la sua strada, ignorando i pregiudizi e dimostrando a tutti che le barriere possono essere abbattute grazie alla passione e al duro lavoro.
“In realtà non ho mai vissuto come un problema far parte di un mondo frequentato principalmente da uomini. Diciamo che nei primi anni mi guardavano un po’ male perchè ero appena arrivata, ero abbastanza giovane, ma adesso ormai sono abituati e non ci fanno neanche più caso. Sono come gli altri insomma, noi donne riusciamo a correre come gli uomini. Il fisico conta, ma noi riusciamo ad andare altrettanto forte.”
Tra i grandi traguardi che Carlotta sta raggiungendo come pilota, un risultato emerge in particolare come il più positivo vissuto finora. “Stavo vivendo il miglior momento della mia carriera fino a poco tempo fa, quando io e il mio compagno di squadra eravamo primi in campionato. Questo è un campionato italiano, quindi abbastanza importante. Adesso siamo terzi; matematicamente ancora nulla è perduto, siamo stati un po’ sfortunati nell’ultima gara”.
Ma sono i momenti difficili quelli in cui emerge il carattere del campione, la determinazione e la forza di perseguire i propri sogni. Sono i momenti che ti cambiano come persona, e per Carlotta questo è avvenuto lo scorso anno.
“Il momento peggiore è stato quando non ho corso, cioè l’anno scorso, perché ero incinta. Ero felicissima di non correre per questo motivo, però mi è dispiaciuto dovermi fermare un anno”.
La vita da mamma è senza dubbio una fase impegnativa per una donna e non è sempre facile coniugarla alla vita lavorativa, soprattutto quando il tuo lavoro ti costringe a stare frequentemente lontano da casa.
“È molto difficile, perchè di notte si dorme poco, e quando arriva il giorno sei stanca. Però per fortuna ho mia mamma e anche mia suocera che seguono le gare e guardano mia figlia quando io entro in pista”.
Nonostante ciò, avere una figlia è senza dubbio l’evento più straordinario che qualsiasi persona possa vivere. Sono momenti che stimolano ad andare oltre nella vita come nello sport.
“Sono maturata di mentalità, perchè comunque una figlia ti cambia la visione di tante cose, anche delle gare. Posso dire che mi ha migliorata anche come pilota”.
Per Carlotta, quelle delle corse è una passione radicata nella famiglia e che, chissà, potrebbe contagiare anche la piccola Adele: seguendo infatti l’esempio di entrambi i genitori, non sarebbe strano vederla un giorno intraprendere un futuro da pilota da corsa. Abbiamo chiesto a mamma Carlotta se appogerebbe questa decisione:
“Io spero di no, almeno diversifichiamo! Già ho mio marito che corre, poi saremmo in troppi! Però se vorrà, volentieri”.

Purtroppo non tutte le giovani ragazze hanno il coraggio e la costanza che Carlotta ha avuto nel perseguire il suo sogno ignorando i pregiudizi, ed è per loro che la ventisettenne romana ha voluto dispensare preziosi consigli.
“Io dico di pensare alla propria passione e di fregarsene di quello che dicono gli altri, perchè ovviamente noi siamo sempre sotto la lente di ingrandimento, sia se facciamo bene che se facciamo male, e di focalizzarsi sulle cose importanti ed andare avanti per la propria strada”.
Nel motorsport, così come nella vita, non si smette mai di imparare. Ma è quando si è giovani che l’aiuto di un mentore è particolarmente importante per intraprendere la giusta strada. Carlotta si è fatta le ossa da sola fin da subito:
“Io non ho mai avuto un istruttore, quindi sono sempre andata a sensazione. Potessi tornare indietro, prenderei un coach da subito che ti sveli immediatamente i trucchi delle piste, della macchina. Comunque l’esperienza è tutto: più chilometri fai e più migliori. È l’unico modo per arrivare dove vuoi arrivare”.
L’ultimo round del campionato italiano TCR DSG Endurance si svolgerà all’autodromo del Mugello dal 4 al 6 ottobre e vedrà Carlotta Fedeli lottare per mantenere il terzo posto assoluto di classifica.