Genova nel cuore. Il cuore pompa il sangue che va giù, verso le gambe, i piedi. Che spingono verso il fatidico traguardo dei 42,195 chilometri , come in ogni maratona che si rispetti, ma non solo. La gara vivrà la corsa come un segnale di rinascita dopo la tragedia del 14 agosto, come hanno spiegato gli organizzatori della prima Genova City Marathon presentata questa mattina presso la Camera di Commercio.
Dopo il crollo del Ponte Morandi – spiega Antonio Lista, presidente del Comitato Organizzatore – sembrava che ci fossero seri problemi per l’organizzazione della competizione. Ragionando con l’amministrazione comunale, siamo riusciti a trovare un percorso che mandi segnale di riscossa sportiva alla città, a tutti. Toccheremo, infatti, la Zona Rossa di via Fillak, per poi tornare indietro. La gara si concluderà nel Porto Antico e ci sarà un traguardo al 43° chilometro (più o meno in prossimità dell’Arena del mare, vicino ai  Magazzini del cotone) per ricordare le 43 vittime del Ponte Morandi”.
Domenica 2 dicembre si partirà dal Porto Antico verso via Garibaldi, via Venti Settembre , corso Italia, sopraelevata fino a Sampierdarena, via Reti, Zona Rossa Fillak, ritorno sullo stesso percorso, arrivo al Porto Antico.
“Si prevedono al via mille partecipanti, suddivisi fra maratona e Fantozzi run di 15 chilometri. Ci sono giunte adesioni da Germania, Francia. Commovente l’intenzione di correre per portare un messaggio di solidarietà ai genovesi dopo il crollo del ponte”. Sarà Rita Giancristofaro, ferita in seguito al crollo, a dare il “via “della partenza domenica 2 dicembre. Sabato 1 dicembre, presso i Magazzini del cotone, nell’ambito delle iniziative del Village dedicato, l’azzurra Emma Quaglia , genovese, illustrerà al pubblico il percorso della maratona. “Vogliamo far crescere la manifestazione- concludono gli organizzatori- fino a avere , nelle prossime edizioni, non meno di 5000 runner al via. Genova se lo merita”.

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