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Triathlon / Sandra Mairhofer: “Tutto nato per caso e in pochi anni ecco i Mondiali!”

Sandra_Mairhofer_Triathlon

Divertimento, resistenza e libertà: sono questi gli ingredienti principali del triathlon, quelli che spingono gli sportivi ad avvicinarsi a questa disciplina. Un po’ quello che è successo a Sandra Mairhofer, biondissima 26enne della Val Pusteria, campionessa italiana di winter triathlon e con il sogno di vincere i mondiali. Come tutte le storie più belle, anche quella di Sandra è iniziata per caso: mai avrebbe pensato che qualche mese in Puglia, divisa fra il lavoro e il tempo dedicato all’apprendimento dell’italiano, le avrebbe regalato un nuovo obiettivo nella vita. Obiettivo che porta avanti con impegno e con un pizzico di filosofia: “Gareggio per divertirmi, e la vittoria più bella è quella che deve ancora arrivare”.

Sandra_Mairhofer_Triathlon

Tutti sanno cosa è il triathlon, ma pochi lo conoscono a fondo. Ce ne parli?
“Il triathlon uno sport un po’ particolare, suddiviso in varie specialità. Ci sono il triathlon classico, il duathlon, l’aquathlon, il cross triathlon e il winter triathlon. Ogni specialità prevede discipline specifiche, ma tutte hanno in comune un susseguirsi di tre prove da effettuarsi senza interruzione”.
Quali discipline pratichi?
“Le mie specialità sono il cross triathlon e il winter triathlon. Di solito il cross triathlon è il mio sport estivo: prevede una prova di nuoto, una di ciclismo a bordo di una mountain bike e una di trail running; le prove di ciclismo e trail running, in più, vengono praticate immersi nella natura e su terreni con forte dislivello. In inverno, invece, pratico il winter triathlon, che prevede corsa, ciclismo e sci di fondo”.

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Quali sono state le tappe fondamentali della tua carriera?
“In realtà la mia carriera non è molto lunga. Ho iniziato a praticare il triathlon da pochi anni, due o tre per la precisione. Tutto è nato un po’ per caso: io sono dell’Alto Adige, della Val Pusteria, ma l’estate di tre anni fa l’ho passata in Puglia. Lì ero istruttrice di nuoto, e ho colto l’occasione per imparare un po’ meglio l’italiano, visto che dove abito io parliamo tedesco. In Puglia ho conosciuto un atleta di Ironman, disciplina durissima del triathlon che prevede un percorso molto lungo (nell’ordine di quasi 4 chilometri di nuoto, circa 180 chilometri di bicicletta e poco più di 42 chilometri di corsa). Lui mi ha spinta a provare, mi ha detto che se lo avessi fatto mi avrebbero tesserata subito e in più mi avrebbero fornito tutto il kit per le gare. Mi ha convinta”.
Quindi è successo tutto in pochissimo tempo, comprese le tue vittorie…
“Esatto. Per quanto riguarda il winter triathlon, posso dire che lo pratico da soli due anni ma già mi sono tolta belle soddisfazioni. Lo scorso anno ho vinto il Campionato Italiano e sono andata agli Europei con la Nazionale Italiana: una bellissima gara sull’Etna, in cui siamo arrivata quarta. Quest’anno invece il Campionato Italiano si è svolto a Entracque, in provincia di Cuneo. Ho vinto, e a inizio febbraio sono andata a fare i Mondiali ad Asiago: sono arrivata quinta assoluta nel singolo e seconda con la squadra, nella staffetta”.

Campionato Italiano di Entracque:il podio

 

Per quanto riguarda, invece, il cross triathlon?
“Anche di cross triathlon per me è la seconda stagione. A breve parteciperò alla Xterra, un circuito di gare famoso a livello internazionale, che prevede tappe in Europa, Asia e Africa. La particolarità di questa competizione è la lunghezza: a differenza del normale cross triathlon, la Xterra prevede gare molto più lunghe, che possono raggiungere anche le tre ore. Prenderò parte alla Xterra con il mio nuovo team francese”.
Tirando le somme, quale è stata per adesso la tua vittoria più bella?
“A questa domanda non so risponderti,  forse la vittoria più bella la sto ancora aspettando. Posso solo dire che a fine aprile parteciperò ai Mondiali di cross triathlon: voglio fare bene”.
Consiglieresti il tuo sport a una bambina?
“Certamente. È uno sport molto divertente, soprattutto la specialità del cross triathlon perchè ti permette di immergerti completamente nella natura. È uno sport che ti regala tante soddisfazioni, poi il fatto che preveda prove così diverse fra loro ti permette di non annoiarti mai: una volta sei in montagna, un’altra al mare, un’altra ancora in piscina o su una bici in mezzo ai boschi. È davvero uno sport fantastico da iniziare anche da piccini”.

Informazioni sull'autore

Maila Falzone

Maila Falzone

Calciatrice il sogno di bambina, giornalista sportiva quello da grande. Sono Maila, nata a Genova il 30 settembre 1991. Laureata in Scienze Politiche e Informazione ed Editoria, la mia fissa per la comunicazione mi ha spinta fino alla specialistica in Digital Humanities.
Il calcio ha sempre fatto parte di me. Sarà forse stata colpa di mamma, che mi ha portata nel suo pancione a vedere un Juventus-Genoa, o colpa di papà, che ha chiesto allo speaker di annunciare all’emozionato pubblico di Genoa-Oviedo la mia nascita: il mio cuore non poteva che essere a tinte rossoblù. Ho provato qualsiasi tipo di sport: dal nuoto alla ginnastica artistica, dallo sci alla pallavolo; quasi tutto, ma quegli scarpini mai indossati sono rimasti un chiodo fisso, tanto da essere diventati argomento della mia tesi di laurea. Amo fotografare, cucinare e, soprattutto, mangiare. Oltre alla mia vita, ritengo di vivere quelle di cui scrivo: chissà che scrivere di sport mi aiuti a buttar giù qualche chilo di troppo!

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