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Tuffi / Il ritorno:Tania Cagnotto e Francesca Dallapè seconde agli Assoluti: “Gioia immensa”

Foto Giorgio Perottino/Deepbluemedia.eu

Eccole. Di nuovo insieme, di nuovo protagoniste anche da mamme. Tania Cagnotto e Francesca Dallapè agli Assoluti di Bolzano, milleventi giorni dopo l’ultimo salto in coppia, si sono piazzate seconde battute dalle eredi Elena Bertocchi (Esercito/Nuotatori Milanesi) e Chiara Pellacani (MR Sport F. lli Marconi). Terze le millennials Elisa Pizzini (Fondazione Bentegodi) ed Elettra Neroni (Carlo Dibiasi) con 265.74 punti.
Le campionesse europee di Edimburgo conducono una prova lineare, dove spicca un notevole doppio salto mortale e mezzo avanti con un avvitamento (71.10), e totalizzano 290.13 punti; le mamme volanti, complice qualche imperfezione nel doppio salto mortale e mezzo ritornato carpiato, si fermano a 274.80 punti, ma i margini di crescita sono decisamente ampi, come i sorrisi a fine gara e gli abbracci alle loro figlie, Ludovica e Maya, che le hanno seguite dalla tribuna. (LEGGI QUI)

#Assoluti #Bolzano il riscaldamento di Tania Cagnotto e Francesca Dallapè prima delle eliminatorie! Il ritorno delle mamme volanti

Gepostet von Federazione Italiana Nuoto am Freitag, 24. Mai 2019

Bisognava tornare perché avevamo la necessità di respirare l’aria delle competizioni per vedere a che punto stiamo – sottolinea Tania – Non so se torneremo mai ai livelli di prima, certamente per raggiungere i nostri obiettivi, e quindi la qualificazione ai Giochi Olimpici, c’è ancora molto da lavorare. Oggi comunque non è andata male, anzi come primo passo direi che è stato più che buono. Sono entrata in forma solamente questa settimana, suppongo che prova dopo prova andrà sempre meglio“.
Sulla stessa lunghezza d’onda Francesca Dallapè. “Sono stata ferma sei settimane a causa di un problema alla schiena e ho pagato questo stop. Siamo felicissime perché è un punto di partenza: sono convinta che il bello debba venire“.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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