“Ho giocato a 3 al Bayern ma preferisco giocare come esterno offensivo più che difensivo. Sono pronta a fare tutto e adattarmi alle esigenze del mister anche rispetto alle squadre contro cui giocheremo. Con la difesa a 4 forse avrei la possibilità di essere più offensiva, avrei più modo di divertirmi ed esprimermi meglio”. Alla fine di luglio Raffaella Manieri si presentava al Brescia come un terzino di spinta in grado di far cambiare gli equilibri alle biancoblu che nella formazione tipo erano solite schierare una difesa a 3.

La giocatrice, classe 1986, giovedì contro il Medyk-Konin è partita dalla panchina ma mister Bertolini l’ha rispolverata al minuto 83, subito dopo il vantaggio firmato Sabatino. Gettata nella mischia Manieri, forte della sua grande esperienza, si è calata alla perfezione nel ruolo di terzino sinistro. Efficace, puntale e paradossalmente decisiva in quei 7 minuti più recupero che sono stati fondamentali per la compagine bresciana.

Ora in casa Brescia torna d’attualità la difesa a 4 che garantirebbe a Gama e Manieri di spingere molto di più sulle corsie laterali e di affiancare la giovane Salvai alla più esperta D’Adda. Il problema potrebbe essere però la coperta troppo corta, con le partenze in estate di Boattin e Linari infatti il Brescia ha in rosa soltanto 4 difensori. Forse ancora troppo poco per attuare una rivoluzione difensiva.

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