“Il Brescia è una società molto ben organizzata. Sai, è molto facile fare progetti a parole. Poi, contano i fatti. Al Brescia è così. Ho vinto due campionati con questa squadra molto forte. Ora siamo seconde, dopo la Fiorentina, che è una squadra molto competitiva. Non a caso, l’unica partita finora l’abbiamo persa con loro. Ma, naturalmente, speriamo di recuperare…”. Parla così Cristiana Girelli, attaccante del Brescia e della Nazionale di Cabrini sulle pagine de La Stampa.

Sui suoi inizi spiega: “Fin da bambina mi piaceva moltissimo, anche se amavo anche il basket. Sono sempre stata appassionata di sport. A calcio giocavo però sempre con i maschi, e in molti, tra coloro che mi osservavano, erano convinti che fossi piuttosto brava. E da lì è partito tutto. Ero attaccante nelle giovanili del Rigamonti Nuvolera, nella squadra maschile, fino a 14 anni. E poi, mi notarono gli osservatori del Bardolino Verona, dove sono entrata in rosa a 15 anni”. 

Sulla Women’s Champions League: “Quest’anno purtroppo siamo state eliminate agli ottavi. Peccato, perché l’anno scorso avevamo raggiunto i quarti di finale. Che è già un grande risultato per il calcio femminile italiano a livello europeo e di Champions. E’ infatti sempre molto difficile competere con le squadre europee, dove il calcio femminile da molti anni è stato migliorato e si fa molto per renderlo assai competitivo”.

La strada per arrivare ai livelli delle grandi squadre europee è ancora lunga: “Sicuramente. Te ne rendi conto proprio quando vai all’estero, specie in Europa. Quando siamo state in Germania, a Wolfsburg, la squadra molto forte che ci ha eliminate, abbiamo avuto subito questa sensazione. Che là il calcio femminile è molto più avanti. La stessa cosa l’abbiamo notata alla finale di Champions League che si è disputata di recente in Italia, a Reggio Emilia”. 

Capitolo Nazionale: “Siamo comunque competitive, e in tornei brevi e gare uniche tutto può capitare. Nel 2017 ci saranno gli europei in Olanda. E naturalmente andiamo per vincerli. Ci proviamo. Cabrini? E’ grande per la sua carriera di campione del calcio e grande anche come nostro CT. Con noi è sempre molto disponibile, ci aiuta moltissimo. Ma, esattamente come me, vuole vincere. E’ molto pignolo, e si arrabbia moltissimo quando perdiamo e quando sbagliamo. Ha trasferito la mentalità Juventus anche nella nostra nazionale… ed è giusto così”.

Infine una battuta sul sogno nel cassetto della fantasista del Brescia: Vincere un titolo internazionale, che manca nella mia bacheca personale. O una Champions League, oppure un Europeo con la nazionale. E poi, più in generale, che il calcio femminile in Italia possa crescere e diventare finalmente competitivo a livello internazionale”.  

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