Una sconfitta di misura che in casa potrebbe costare caro al Brescia che ieri, nell’andata degli ottavi di finale di Women’s Champions League contro il Fortuna Hjorring ha perso 1 a 0. Le Leonesse hanno giocato la più classica delle partite dai due volti: molli e rinunciatarie nella prima frazione, nella ripresa sono riuscite ad essere più pericolose.

Primo tempo. Milena Bertolini nel post partita l’ha chiamato timore reverenziale nei confronti delle squadre straniere che in Europa hanno più esperienza delle italiane, ma la poca convinzione è emersa anche nelle trame di gioco. Troppa, soprattutto in alcuni tratti, la distanza e lo scollamento tra i reparti di difesa e centrocampo e invece quello d’attacco con Girelli, Sabatino e Fuselli lasciate troppo isolate e senza possibilità di far male.

Secondo tempo. Dopo l’intervallo le bresciane sono tornate in campo con un piglio tutto diverso, riuscendo a creare diversi problemi alla difesa del Fortuna. Maggior padronanza del campo, via di dosso la paura, palleggio migliore e le sgroppate in particolare di Bonansea che in questo avvio di stagione è tra le calciatrici più in forma: quasi gol al minuto 37 e quella sensazione di poter fare ancora di più.

Ma quale Fortuna. Al ritorno in Svezia, il prossimo mercoledì alle 19, servirà prima di tutto il coraggio di crederci, perché questa squadra ha già dimostrato di poter fare un’impresa. E soprattutto di non essere inferiore a nessuno.

 

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