Calcio femminile/Como-Caprera sospesa. Le sarde prima giocano in nove, poi in sei per infortuni da stress

Calcio femminile/Como-Caprera sospesa. Le sarde prima giocano in nove, poi in sei per infortuni da stress
Una brutta pagina per il calcio femminile italiano.  Acf Como – Caprera è stata sospesa alla metà del secondo tempo perché le sarde, già arrivate al comunale di Cantù con nove giocatrici, sono rimaste in 6 per via degli infortuni di tre ragazze tra le quali il portiere Spano.
Il giro unico della serie C femminile, da sempre, ha creato problemi di gestione per le società coinvolte, legati al costo dei trasporti a lunga percorrenza, alla necessità di pernottamento nella città ospite, ieri l’ultimo triste episodio.
Sul campo di Cantù, dove gioca in casa la squadra delle ragazze comasche prime in classifica, va in scena una farsa fino a quando non si arriva sul punteggio di 11-0. Il Caprera, tanto per rendere l’idea, ha superato la metà campo avversaria un paio di occasioni in oltre 60 minuti di gioco.
Le sarde, costrette a correre il doppio del normale per provare a limitare i danni, subiscono continui infortuni da stress e in 3 sono costrette ad abbandonare il campo. Poco dopo il 20esimo del secondo tempo, triplo fischio e tutte a casa: l’arbitro non può far altro che rispettare il codice e dare la partita a tavolino – per “soli” 3-0 – alla squadra di casa.
Quanto accaduto a Cantù è la dimostrazione che la strada da fare per il calcio femminile italiano è ancora tanto lunga. Episodi simili sono sempre frequenti.

https://youtu.be/VnDugnZR5w8

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Circa l'autore

Matteo Angeli

Direttore responsabile Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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