Costi troppo alti. Molti club non vogliono ripartire. Nessuna decisione ancora per la ripresa della Serie A di calcio femminile. L’Assemblea dei club convocata in via straordinaria dal presidente della Divisione Calcio Femminile Ludovica Mantovani ha portato solo ad un rinvio. L’ennesimo. La decisione definitiva verrà presa durante il prossimo Consiglio Federale, in programma lunedì 8 giugno alle ore 12.
“Durante la lunga assemblea odierna, durata più di 4 ore, ci siamo confrontati e abbiamo ascoltato la posizione delle 12 società, che risultano estremamente articolate e differenti tra loro. La Federazione, consapevole delle difficoltà, ha confermato il proprio impegno e un supporto concreto ai club – le parole di Ludovica Mantovani – si è trattato di un confronto aperto sugli scenari di un’eventuale ripartenza approfondendo tutte le tematiche di carattere sportivo, organizzativo, legale e naturalmente sanitario. Alla luce di quanto emerso, con molta responsabilità, sarà mia premura relazionare il presidente federale per metterlo in condizione di fare la sua proposta nel corso del Consiglio Federale di lunedì prossimo”.
Il problema più grosso è legato ovviamente ai costi del protocollo sanitario imposto dal Governo. Molti club non sono in grado di sostenere certe spese ed è per questo che non sono favorevoli alla ripresa. Non bisogna dimenticare che molte società di Serie A sono dilettanti e senza alcun aiuto economico. Discorso diverso per quelle che invece hanno alle spalle quella maschili.
IL ct della Nazionale Italiana di calcio femminile Milena Bertolini qualche giorno fa era stata molto chiara: “Quattro club di A rischiano di sparire”.

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