Calcio

Calcio femminile/Giamaica, fine di una favola. Nessun compenso per i Mondiali di Francia

Doveva esser una favola quella della Giamaica che, per la prima volta nella sua storia, quest’estate ha partecipato ai Mondiali di calcio femminile. E, invece, questa storia sembra non aver un lieto fine. Già durante la kermesse di Francia 2019 a tener banco era stata la questione legata alla disparità salariale tra le nazionali maschili e quale femminili con tanto di coro “Equal Pay” alzatosi dagli spalti durante la finale tra Stati Uniti e Olanda.
Attraverso i social, si scopre che le Reggae Girlz, non hanno ricevuto nessun compenso per la partecipazione al Campionato del Mondo di calcio femminile. Già prima di volare in Francia, la nazionale caraibica aveva dovuto fare i conti con le spese a tal punto che la loro presenza alla competizione era quasi a rischio. Poi, grazie all’intervento di Cedella Marley – figlia del famoso cantante Bob Marley – il viaggio in Europa è stato organizzato lo stesso nonostante la federazione, e gli sponsor, avessero tagliato le sovvenzioni alla nazionale femminile.
Ma le calciatrici gialloverdi non ci stanno. Così ecco che Khadija Shaw e compagne hanno deciso di lanciare un messaggio davvero forte: “No Pay, No Play” il loro slogan. Tradotto, se non ci pagate noi non giocheremo più le prossime partite con la nazionale. Tutte d’accordo nel pensare che la battaglia sia, più che per i soldi in se, per una questione di principio. Una battaglia anche per le generazioni future. Una giusta causa dopo quello che hanno dimostrato in campo – anche in Francia – nonostante tutto e tutti.
Tanti post delle giocatrici della Giamaica di calcio femminile che chiedono anche la massima condivisone della loro causa con tre semplici parole: Repost, Share, Stand with us si legge nei loro commenti. E, subito, Hope Solo da sempre in prima linea in questa battaglia ha mostrato – sempre attraverso i social – il suo appoggio alle Reaggae Girlz.

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Diletta Barilla

Diletta Barilla

Da sempre appassionata di sport seguo prevalentemente il calcio, anche nella sua versione più “grezza” il soccer della lega americana. Sarà forse per la data di nascita, il 4 luglio, ma ho un debole per gli atleti a stelle e strisce e tutto lo sport made in USA. La racchetta da tennis sempre a portata di mano, il pallone come mantra

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