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Calcio / Mattarella incontra le azzurre: “Inaccettabile una disparità di trattamento”

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Dopo essere stata grande protagonista del Mondiale di Francia, la nazionale italiana di calcio femminile questa mattina è stata ospite del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.
E’ del tutto irrazionale e inaccettabile una diversa condizione tra calcio maschile e femminile – sono state le parole del capo dello Stato – Il calcio femminile ha dimostrato di avere un livello tecnico di grande qualità e vorrei aggiungere, senza polemiche con nessun,o un molto minore ricorso a infingimenti e simulazioni, a tutto quello che può essere utile ma che è meno sportivo. Non sappiamo chi vincerà, ma voi il Mondiale l’avete vinto, qui in Italia. Avete conquistato la pubblica opinione, acceso i riflettori in modo non più revocabile”.
Presenti una decina di giocatrici e il ct Milena Bertolini, accompagnate dal numero uno del CONI Giovanni Malagò e dal presidente federale Gabriele Gravina.
Molto emozionato il ct della nazionale femminile di calcio Milena Bertolini“Essere qui è un motivo di orgoglio. Di solito sono ricevuti al Quirinale le squadre o gli atleti che hanno vinto qualcosa: noi non abbiamo vinto, ma abbiamo fatto qualcosa di importante. E questo è un motivo di grande orgoglio. Voglio ringraziare le atlete che hanno onorato la maglia azzurra, lo staff, il presidente Gravina e Malagò. I media, che hanno investito energie e risorse fin qui mai viste. E grazie anche agli appassionati che in passato senza ribalta mediatica hanno reso possibile il nostro sogno combattendo giornalmente con i pregiudizi””.

(Getty Images)


Sara Gama, capitana dell’Italia, ha citato l’articolo 3 della Costituzione legandolo al numero della sua maglia: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso”.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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