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Calcio / Mondiali: Eleonora Goldoni, la grande assente: “Doveva andare così, ma sono più forte di prima. Tornerò a giocare in Italia!”

A fare festa in mezzo al campo domenica scorsa ci sarebbe dovuta essere anche lei. Ma un problema fisico le ha impedito di finire nella lista delle convocate azzurre e così Eleonora Goldoni si è dovuta accontentare di fare festa sugli spalti. Già perché insieme ad alcune sue amiche ha voluto esserci lo stesso. Classe 1996, Eleonora, di Finale Emilia (provincia di Modena), ma ferrarese d’adozione, è un talento puro che sicuramente rientrerà di nuovo nel giro della Nazionale.
Ho avuto un fastidio ad un ginocchio mesi fa, sembrava tutto rientrato poi a maggio ho dovuto fare i conti con una ricaduta. Non sono riuscita a giocarmi le mie carte per le convocazioni e per me è stato un dispiacere enorme, non è difficile immaginare quanto ci tenessi. Ma non avrebbe avuto senso stare a casa su un divano a pensare e ripensare a quello che poteva essere e non è stato. Ho pensato che essere positivi, accettare il destino e la sofferenza fosse la cosa migliore  Così ho deciso di supportare la squadra dare il mille per mille dagli spalti, partecipare a questo Mondiale storica.  Eravamo in 14 l’altro giorno allo stadio: c’erano delle mie compagne di college in America e degli amici di Milano. Abbiamo fatto un tifo indiavolato, è stato bellissimo anche tutto il contorno. C’era un’atmosfera stupenda“.


Battere l’Australia è stata una soddisfazione enorme. “Assolutamente sì, vincere all’ultimo istante è sempre bellissimo ma riuscirci contro un avversario sulla carta così forte lo è ancora di più. Ho saputo poi di quella clausola folle che hanno le ragazze australiane alle quali viene negata la possibilità di venire in Italia perché secondo la Federazione si gioca un calcio non alla loro altezza. Beh, direi che la vendetta è servita...”
Eleonora non ha dubbi su chi sia stata la migliore in campo domenica contro l’Australia. “Cernoia, senza alcun dubbio. Mi è piaciuto come ha interpretato la partita sin dal primo minuto. Grinta, determinazione, nessun timore e tanta lucidità. Non mi sembrava neppure emozionata. Ha detto una partita pazzesca. Il suo mondo di stare in campo è un po’ il simbolo di questa Nazionale che ha talento ma soprattutto un grande cuore“.
Ora tutti parlano del calcio femminile ma fino a poco tempo fa per una ragazza giocare a pallone non era così facile. “Fino a 14 anni stavo con i maschi – continua Eleonora – non c’erano abbastanza bambine per formare delle squadre, stato difficile emergere ma soprattutto . Penso che dopo questo Mondiale ci possa essere un grande incremento di iscritte in tutta Italia e potrebbe essere davvero la svolta per tutto il movimento“.


Qualche anno fa durante una gara di qualificazione agli Europei Under 19, giocata in Turchia, Eleonora Goldoni venne notata dagli osservatori di alcune squadre universitarie americane che la offrirono una borsa di studio e la possibilità di giocare nel campionato statunitense. Un’occasione che prese al volo andando a studiare Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione applicata allo sport alla East Tennessee State University nel Tennessee. Brava negli studi, brava sul campo come dimostrano tanti gol segnati e le prestazioni sempre di altissimo livello, Eleonora si è anche aggiudicata il prestigioso Contest “Hero of the week” . (Leggi qui)

E’ stata un’esperienza incredibile – spiega – sono cresciuta tantissimo, una scuola di vita anche sotto il profilo morale ed etico. Ora questa parentesi è finita, sono tornata in Italia e tra qualche settimana saprete la squadra dove giocherò nella prossima stagione (Juventus? Ndr.. Sono felicissima di essere a casa per tanti motivi, ma sapere che il campionato italiano è cresciuto tantissimo è una soddisfazione enorme“. Ma non ditelo alle australiane…

 

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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