Che il calcio femminile italiano non fosse attraente lo si sapeva già. Ma la giocatrice danese Nadia Nadim lo ha dichiarato senza troppi giri di parole. L’attaccante di origine afghana ha risposto su Twitter a chi le chiedeva se fosse diretta nella Serie A italiana: “Odio distruggere il tuo sogno. Ma con tutto il rispetto verrei in Italia solo per il cibo, la moda, la fantastica architettura, gli adorabili italiani. E un po’ per Franco Battiato ovviamente“.
L’attaccante che ha compiuto 32 anni, ha da poco rinnovato per un altro anno col PSG, rifiutando offerte arrivate da diversi campionati da  quello spagnolo a quello tedesco per arrivare agli Stati Uniti.
La storia di Nadia Nadim è di quelle da raccontare. Nata in Afghanistan, da dove è scappata nel 1998 con la mamma e le sorelle quando aveva dieci anni. ha perso il papà molto presto. Era un militare, i talebani lo avevano arrestato e poi ucciso. Era stato lui, il papà, a regalarle il primo pallone di calcio permettendole di giocare in cortile, lontano dagli sguardi degli integralisti che non ritengono uno sport da praticare.
Poi l’arrivo in Danimarca, i lavori umili per portare un po’ di soldi a casa e l’inizio degli studi in Medicina con specialità Chirurgia. Studi che non ha mai abbondato nonostante le ore e ore passate giocando a calcio.

 

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