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Campionati europei di ciclocross: Arzuffi settima. Tutti i risultati

Sono stati assegnati i titoli nelle varie categorie ai Campionati europei di ciclocross 2018 in quel di ‘s-Hertogenbosch, città dei Paesi Bassi. La rassegna continentale s’è aperta con le gare riservate alle categorie Under-23 e Juniores, ma anche nella categoria Elite le padrone di casa sono state le assolute protagoniste. Per l’Italia qualche buon piazzamento ma contro lo strapotere olandese poco hanno potuto.

Per quanto riguarda la categoria Under-23, il titolo è stato conquistato da Ceylin Del Carmen Alvarado, autrice di una gara all’attacco e solitaria sin dal primo giro che ha chiuso con un grande tempo di 40’31”, che nella prova Elite le sarebbe valso il quarto posto (Annemarie Worst, prima tra le Elite, ha concluso infatti in 40’24”). Alle sue spalle è arrivata la connazionale Inge Van Der Heijden, distanziata di 22”, mentre a 49” ha completato il podio tutto Oranje Fleur Nagengast. Per l’Italia si segnala la 7ª posizione di Sara Casasola, brava a restare con le stratosferiche olandesi fino a metà gara, cedendo solo nel finale e chiudendo con 1’55” di ritardo dalla vincitrice. Le altre italiane sono Francesca Baroni, 13ª a 2’27” dalla Alvarado, Gaia Realini, 18ª a 2’56” dalla neocampionessa europea. e Silvia Persico, 26ª a 4’07”.

Nella categoria Elite altro monologo e podio tutto olandese. Il titolo è andato alla giovane Annemarie Worst, che ha preceduto un peso massimo del ciclismo femminile quale Marianne Vos e Denise Betsema. Medaglia di legno per belga Sanne Cant, campionessa iridata in carica che nulla ha potuto contro lo strapotere delle padrone di casa. Bella gara di Alice Maria Arzuffi, che ha chiuso in 7ª posizione una gara di livello. In una prova imposta su ritmi forsennati già dal via, il gruppetto formato dalle olandesi Annemarie Worst e Marianne Vos e dalle belghe Sanne Cant ed Ellen Van Loy ha provato a lasciare il resto della compagnia già nel primo giro, ma una terza olandese ed una terza belga, rispettivamente Denise Betsema e Loes Sels, sono state brave a riacciuffare le rispettive connazionali. Un momento chiave in cui la nostra Alice Maria Arzuffi ha perso l’attimo e ha dovuto inseguire tutta sola le sei battistrada, che hanno proseguito di buona lena nel loro attacco, vedendo così sfumare le chance di podio. L’azione decisiva parte a due giri dalla fine su impulso della Worst, che guadagna un piccolo margine sulla Vos e sulla Betsema, a loro volta capaci di fare il vuoto sul resto della compagnia. L’ultimo giro non vede grossi scossoni, così Annemarie Worst conquista per soli 2” di margine sulla Vos, che batte in volata la Betsema, il titolo europeo. Sanne Cant è quarta a 10”, seguita dalle connazionali Van Loy e Sels rispettivamente a 31” e 37”. L’italiana Arzuffi accusa un ritardo 1’08” mentre chiudono la top 10 le britanniche Nikki Brammeier ed Helen Wyman e, tanto per cambiare, una terza belga, Laura Verdonschot. La seconda italiana in gara, Rebecca Gariboldi, ha terminato in 17ª posizione a 2’58” dalla Worst.

Alice Maria Arzuffi. Fonte: profilo Instagram

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Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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