L’ultimo saluto dal Chieti alla Serie A è il pareggio conquistato contro la Jesina, nell’ultima gara di Campionato. “Il bilancio della stagione è negativo, siamo retrocessi e l’obiettivo della salvezza non è stato centrato e dunque per ovvi motivi non posso essere soddisfatto né del mio lavoro, né di quello della squadra” ha spiegato mister Lello di Camillo al sito delle neroverdi.

Queste le sue parole: “Non era un compito facile, abbiamo affrontato un Campionato di Serie A di buon livello, strutturato in un modo penalizzante con quattro retrocessioni su dodici partecipanti, pagando lo scotto dell’inesperienza in questa nostra prima volta. Sicuramente io ho qualche rammarico in più perché, a differenza degli altri anni, purtroppo ho lavorato anche in condizioni difficili. Ci sono state tante problematiche da affrontare, ci siamo impegnati per risolverle però alla fine siamo stati sovrastati dalle stesse che si sono sviluppate man mano in maniera maggiore. Abbiamo allestito una squadra che sulla carta secondo me avrebbe potuto tranquillamente fare qualche punto in più e raggiungere i playout, non abbiamo fatto invece i conti su alcuni fattori che hanno accentuato qualche nostro errore di valutazione e l’insieme delle cose ha portato alla retrocessione. Posso salvare di questa annata il fatto che abbiamo fatto esordire qualche ragazza molto giovane su cui la società potrà puntare in futuro, sinceramente non trovo altro di positivo. Le problematiche che ci siamo trovati di fronte hanno reso tutto più difficile, anche i rapporti all’interno della squadra, quelli fra squadra e società, fra squadra e allenatore. Ce la potevamo giocare per arrivare ai playout, abbiamo conquistato 15 punti e, con una maggiore attenzione e un po’ più di impegno, ma anche con una sorte migliore, avremmo forse potuto raggiungerne 20, una quota che ci avrebbe permesso l’accesso ai playout per poi cercare di agguantare la salvezza. Di più non avremmo potuto fare onestamente: questo è un buon gruppo, ma eravamo coscienti sin dall’inizio di avere anche tante lacune”.

E’ mancato qualcosa sul mercato: “Siamo stati alla ricerca di un laterale difensivo ad inizio campionato e non siamo riusciti a pescare la persona giusta e quindi durante la stagione ci  siamo dovuti adattare in questo ruolo facendo degli esperimenti, ma le cose sarebbero state ben diverse avendolo a disposizione. La squadra ha sofferto la mancanza di un vero bomber da doppia cifra: anche contro la Jesina abbiamo costruito tanto gioco, ma con poche reali occasioni da gol. Avevamo dunque qualche reparto da migliorare, ma i conti con il bilancio sono stati altrettanto importanti da fare. A stagione in corso uno dei due portieri è andata via, non l’abbiamo rimpiazzata ma anche per fare esordire le nostre giovani che hanno poi ben figurato”.

Capitolo infortuni: “C’è stato poi l’infortunio del portiere Vicenzi che non abbiamo sostituito perché si doveva appunto guardare al bilancio: è stata un’annata anche dal punto di vista economico e degli sponsor molto più complicata del previsto. Se dovessi fare un elenco degli imprevisti che ci sono stati sarebbe lunghissimo. Ciò non deve però servire a farci pensare che la retrocessione sia colpa di altri o di chi non ci ha sostenuto o avrebbe potuto farlo in modo migliore. Certamente ad esempio ci sono stati grossi problemi di impianti ad inizio stagione: il primo mese dopo il ritiro siamo andati girovagando in vari campi, poi siamo dovuti scappare da Chieti, non voglio tirare nessuno in ballo per questo, ma siamo dovuti andare a Sambuceto per tutta la stagione e mano a mano ci abbiamo spostato anche il settore giovanile”.

Un Campionato strano: “La Federazione ci ha messo poi del suo facendo durare un campionato a dodici squadre ben dieci mesi con tante interruzioni, regolamenti cambiati in corso e questo è inaccettabile. Ci hanno fermato all’improvviso a causa di due partite della Nazionale in Brasile con l’aggravante di fare una doppia convocazione: c’era stato un primo elenco di convocate che permetteva lo stop di alcune partite, ma poi visto che alcune società avevano una sola giocatrice in esso, è stata fatta una seconda convocazione per permettere il rinvio delle partite, è una cosa sbagliata. Quanto meno, visto che a Chieti e in Abruzzo siamo stati fermi due mesi con la neve, terremoto e sciagure, avrebbero potuto avere più coscienza e non obbligarci a disputare quattro partite in dieci giorni. Da quel momento i problemi che già avevamo si sono ingigantiti. Abbiamo infatti perso in malo modo a San Zaccaria, rimediando anche altri risultati negativi. Ora è inutile ripensarci”.

Poco supporto da parte del pubblico: “Vorrei sottolineare che, anche a livello di sponsorizzazioni e di gente allo stadio, non sono rimasto soddisfatto, mi sarei aspettato qualcosa in più: avrei voluto vedere ad esempio più persone presenti alle partite, ma è anche vero che se i risultati non arrivano questo può succedere”.

E ancora: “Avrei desiderato un coinvolgimento maggiore a livello di sponsorizzazione e anche una maggiore serietà. Questo ci ha messo in grosse difficoltà: le ragazze hanno avuto abbastanza pazienza a sopportare alcune situazioni, però tutto l’insieme delle cose ti porta poi alla retrocessione. Come ho già detto non vuole essere una giustificazione, sono certo che anche io come allenatore avrei potuto lavorare meglio. È stata un po’ colpa mia, ma anche della società che avrebbe dovuto essere più vicina alla squadra in alcuni frangenti. Sicuramente la squadra avrebbe potuto essere più professionale … insomma alla fine si sarebbe potuto avere un risultato ben diverso senza tutto quanto ho elencato. Ora si guarda però avanti, abbiamo già fatto una riunione, si andrà avanti nel migliore dei modi con un progetto giovane e alcune ragazze esperte da integrare”.

Si guarda al futuro: “Si cercherà di centrare almeno uno dei primi tre posti della Serie B che permetterà poi di disputare la categoria intermedia fra la A e la B. La società, qualora si prospettasse la possibilità, farà anche domanda di ripescaggio perché ci tiene: qualsiasi cosa succederà si dovrà fare tesoro di questa annata negativa e degli errori commessi. Nella riunione sono state fatte delle scelte, lo zoccolo duro della società è intenzionato a ripartire: cercheremo di ampliare la struttura per avere una base più solida e non trovarci di nuovo di fronte ai problemi di questa stagione appena conclusa. Come settore giovanile da due o tre anni stiamo cercando di crescere: sono stati fatti anche degli stage, punteremo su parecchie ragazze 2001-2002 da prendere anche fuori, ma questo non ci deve far pensare che vogliamo fare un campionato non buono, visto che noi punteremo su tante ragazze perché dovrà emergere il lavoro svolto in questi anni e migliorare con quelle che prenderemo da fuori, poi perfezioneremo la squadra con cinque o sei elementi di esperienza”.

Infine: “Lo scorso anno ci è girato tutto bene, quest’anno tutto male e forse siamo stati meno bravi, il prossimo faremo tesoro degli errori commessi per non ripeterli. Vorrei anche aggiungere qualche nota sulle terne arbitrali viste in queste partite da noi giocate: ci sono stati errori grossolani. Tornando al campionato, 10 punti all’andata e 5 al ritorno: con il blocco del campionato secondo me abbiamo pagato dazio, non è solo quella la colpa, ma è stata di fondamentale importanza. Noi ci siamo fermati con la vittoria in casa per 3-0 con il Luserna ai primi di dicembre, abbiamo poi rigiocato a fine gennaio e in dieci giorni le quattro partite. Dopo la vittoria con la Jesina siamo affondati. La chiave della stagione è stata la partita di Como nella quale dopo mezzora vincevamo 3-0, con uno stupendo primo tempo, ma abbiamo beccato gol allo scadere proprio al quarantacinquesimo, poi ne è arrivato un altro ad inizio ripresa. Quando l’avversario ci ha raggiunto sul 3-3 abbiamo avuto un paio di occasioni per vincere il match, ma così non è stato. Anche lì ci sono state delle incertezze: è capitata una giornata negativa, anche se le ragazze hanno dato il massimo, quel primo tempo è stata la nostra migliore prestazione stagionale, ma poi ci siamo complicati la vita. Nei tre scontri diretti di quel mese è arrivato un solo punto e lì tutto è cambiato. Ora staccheremo un po’ la spina perché tutti abbiamo bisogno di prenderci un mese di tempo: con calma decideremo cosa fare, vedremo chi vorrà rimanere o chi vorrà andare a giocare da un’altra parte ed amplieremo sicuramente la rosa, come detto, con tante giovani”.  

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