Costume e società

Ciao Angelica, coraggiosa guerriera. Tu non hai perso, sei stata immensa

Ciao Angelica, coraggiosa guerriera. Tu non hai perso, sei stata immensa

Angelica Angelinetta non ce l’ha fatta. La paladina della lotta contro la fibrosi cistica si è spenta  lasciandoci tantissimi insegnamenti e soprattutto quello splendido sorriso che non l’abbandonava mai, neppure nei momenti più bui. Aveva appena 26 anni e, nonostante la patologia che l’aveva colpita fin da piccola, era una donna fortissima  e con una voglia incredibile di non mollare mai.
Per molti anni aveva lanciato una vera e propria battaglia sui social network per la ricerca sulla malattia genetica che purtroppo ancora oggi non ha una cura.
La fibrosi cistica è probabilmente la causa dei miei problemi e pensieri più grandi. Questa bestia però mi ha fatto diventare quella che sono che mi ha fatto conoscere le persone più importanti e speciali che mi ha fatto capire anche i valori della vita, che mi ha circondato di persone stupende“.
La Marafibrositona è uno dei tantissimi eventi organizzati da Angelica che nello sport ha sempre visto una grande forza. Insieme alla sua amica Elisa nel 2015 aveva fatto partire questa corsa non competitiva di cinque chilometri sulle rive del lago di Como, un motivo in più per dare stimolo ai malati di superare una patologia davvero difficile da affrontare. L’ultima edizione è andata in scena a settembre con la partecipazione di tantissimi ragazzi che hanno raccolto quasi 90 mila euro utili per finanziare due progetti.
Angelica ha perso una battaglia ma la guerra contro questo brutto male andrà avanti grazie allo sforzo dei ricercatori ma anche di chiunque partecipi altre iniziative. Nel suo ricordo verranno organizzate nuove corse, nuove manifestazioni, nuovi modi per stare insieme e e contribuire alla ricerca. Lo sport ancora una volta può essere un aiuto.

 

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

Commenta

Clicca qui per commentare