È stata la gara più difficile che Claudia Cretti abbia mai dovuto affrontare, ma adesso può dire di averla vinta. Il cammino iniziato il 6 luglio 2017, giorno in cui la ventiduenne velocista bergamasca rimase vittima di una terribile caduta nel corso della 7ª tappa (Isernia-Baronissi) del Giro Rosa 2017, s’è concluso con il ritorno alla vita quotidiana: un risultato ottenuto grazie al lavoro indefesso degli specialisti in neurochirurgia e neurorianimazione dell’ospedale “Gaetano Rummo” di Benevento, che l’hanno seguita sin dal ricovero in prognosi riservata. È stato un percorso lungo, duro e costellato di fatiche e paure, un po’ come i percorsi che il ciclismo non di rado mette di fronte a chi gareggia.

Caduta in discesa ad una velocità che sfiorava i 90 km/h, Claudia Cretti venne immediatamente sottoposta ad un intervento neurochirurgico a causa del violento impatto della testa contro il guard rail e rimase tre settimane in coma nel reparto di rianimazione. Lasciato l’ospedale e riabbracciato il calore di casa nell’ottobre 2017, solamente un mese dopo riuscì a tornare in bici in compagnia del fratello minore Giacomo.

Claudia è ora iscritta al dipartimento di lingue dell’UniTrento Sport e papà Giuseppe, raggiunto dalla Gazzetta dello Sport, ha raccontato la giornata tipo di Claudia: “Prende tre treni per andare a Trento. Vive allo studentato da sola, ha ritrovato la sua autonomia personale, va in bici sulle piste ciclabili. Stare in mezzo alla gente è la migliore riabilitazione per lei”.

"…vola lo stesso".

Posted by Dottoressa Laura Bianchi Psicologa on Sunday, 18 February 2018

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