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Ciclismo / Coppa del Mondo: paura per Letizia Paternoster: in ospedale per accertamenti

Letizia Paternoster, brutta caduta

Letizia Paternoster è stata sfortunata protagonista di una brutta caduta durante la prova dell’americana alla Coppa del mondo di ciclismo su pista a Berlino: la trentina è stata portata in ospedale per gli accertamenti del caso dopo che aveva addirittura perso conoscenza.
Dopo una ventina di giri di gara della prova dell’americana della Coppa del mondo di ciclismo su pista a Berlino, Paternoster è stata inquadrata nel momento conclusivo di una brutta caduta che ha tra l’altro costretto ad interrompere la gara. La regia non è riuscita a cogliere il momento esatto dell’incidente, pertanto la dinamica di questa brutta caduta non è chiara e l’unico aspetto privo di dubbi è che tra le atlete coinvolte quella che ha riportato le peggiori conseguenze sia stata proprio la nostra Letizia Paternoster, in gara assieme a Rachele Barbieri.
La perdita di conoscenza ha messo in allarme i medici presenti nel Velodrom di Berlino, che l’hanno tempestivamente soccorsa. Nonostante abbia risposto positivamente alle prime cure, Letizia Paternoster è stata in via precauzionale trasferita in ospedale per ulteriori accertamenti. In serata è stata lei stessa a tranquillizzare tutti con un post su Intagram:

https://twitter.com/Eurosport_IT/status/1069257473125752837/video/1

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Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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