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Ciclismo / Europei: Marta Cavalli è argento! Miriam Vece si prende invece il bronzo!

Fonte: Fic

La giornata odierna chiude il programma del ciclismo su pista ai Giochi europei 2019 di Minsk: per l’Italia c’è la soddisfazione di conquistare due ulteriori medaglie e chiudere in bellezza la rassegna bielorussa.
Nell’inseguimento individuale femminile le speranze di medaglia erano riposte in Marta Cavalli e Martina Alzini, già impegnate e vittoriose con il quartetto vincitore nella prova a squadre. Nelle batterie di qualificazione Marta Cavalli ha ottenuto il secondo tempo (3’33”166), conquistando la finale contro la padrona di casa Tatsiana Sharakova. Per la Cavalli non c’è stata la soddisfazione della vittoria (3’32”045 il tempo della Sharakova, 3’37”489 quello dell’azzurra), ma il secondo posto conferma l’ennesima spedizione positiva in questa prova. Sul podio anche la russa Tamara Dronova, rispetto al quale non è arrivata distante Martina Alzini, quinto tempo nelle batterie di qualificazione a meno di due decimi di secondo dalle finali per le medaglie.

Fonte: Fic

Più sorprendente, ma per questo ancor più bello, il terzo posto arpionato da Miriam Vece nei 500 metri con un tempo di 34”151: davanti all’azzurra solo la russa Dar’ja Šmelëva (medaglia d’oro in 33”209) e l’ucraina Olena Starikova (argento in 33”389).
Sfiorano la medaglia nell’americana anche Elisa Balsamo e Letizia Paternoster, quarte classificate a 31 punti alle spalle delle britanniche Megan Barker e Jessica Roberts (44 punti), delle olandesi Kirsten Wild ed Amber van der Hulst (40 punti) e delle russe Diana Klimova e Maria Novolodskaya (39 punti).

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Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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