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Ciclismo / Giro Rosa: l’olandese Van Vleuten ipoteca la vittoria finale. Elisa Longo Borghini a caccia del podio

Dopo aver vinto con tre minuti di vantaggio la tappa più dura del Giro Rosa, l’olandese Annemiek Van Vleuten conquista anche la crono individuale da Chiuro a Teglio.
Partita per ultima, la Van Vleuten ha chiuso con 53 secondi di distacco dalla connazionale Anna Van Der Breggen e 1’48’’ da Elisa Longo Borghini, la migliore delle italiane.
Dopo il successo del 2018 l’atleta olandese è quindi vicina fare il bis. Nella corsa di oggi ha dimostrato, se ancora ve ne fosse bisogno, di essere in un grandissimo momento di forma e di sapersi mettere alle spalle tutte le avversarie con una certa facilità. Domenica, salvo clamorose sorprese, potrà festeggiare a Udine il secondo titolo nella più importante corsa a tappe di ciclismo femminile, avvicinando i tre successi di Marianne Vos nell’albo d’oro.
Sul podio della città friulana potrebbe esserci spazio anche per Elisa Longo Borghini che grazie all’ottima cronometro di Teglio è salita al sesto posto della generale, distante 1’30’’ dal terzo di Anna Van Der Breggen. La piemontese proverà a recuperare altro terreno nella settima tappa di domani: 128 chilometri da Cornedo Vicentino a San Giorgio di Perlena, in Veneto (dalle 16 su LaPresse).

Giro Rosa 2019, sesta tappa

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Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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