[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il tema delle discriminazioni e delle differenze di opportunità nel mondo dello Sport è un tema ormai molto attuale. Di seguito le parole del Capitano della Nazionale Italiana di Calcio femminile Manuela Gabbiadini, intervistata da Il Sole 24 ore: “Certi pregiudizi sono difficili da sradicare. Ci vorrebbero settori giovanili aperti anche alle bambine, e il parlare nelle scuole, spiegare che il calcio femminile può essere bello, spettacolare, ed educativo come quello dei maschi perché la passione è la stessa”.

Giovedì 23 Febbraio 2017, il portiere dell’Agsm Verona Gaelle Thalmann e il difensore dell’Agsm Verona Federica Di Criscio sono state protagoniste dell’incontro svoltosi presso il Liceo Cotta di Legnago affrontando il tema “La parità di genere nei diritti dello sport”.

E’ proprio l’attualità del tema che ha portato la Prof.ssa Paola Di Martino ad organizzare un intervento sul tema: “Pregiudizi e discriminazioni nel mondo dello Sport” che ho tenuto in qualità di Dottoressa in Psicologia, oltre che laureanda in un master in Psicologia dello Sport, lo scorso Lunedì 20 Febbraio in una classe di terza media della Scuola Galileo Galilei di Cesano Maderno. Queste le parole della Prof.ssa: “La richiesta dell’intervento a scuola è nata dalla volontà di approfondire il tema dell’emancipazione femminile nella storia. Abbiamo affrontato la tematica in diverse discipline come Storia, Geografia e Antologia, analizzando il film “Suffragette”, leggendo articoli de “il Corriere della Sera” su esperienze di emancipazione femminile nel mondo asiatico proprio attraverso lo sport e invitando un’educatrice della scuola a presentare la sua esperienza di “Sportello rosa” e a parlare della violenza sulle donne. L’esperienza personale di Francesca, inoltre, mi ha dato la possibilità di sviluppare l’idea educativa che ci ha accompagnato in classe terza: conoscersi per orientarsi e mettersi in gioco anche per gli altri”.

A fine incontro abbiamo chiesto ai ragazzi alcune impressioni legate al tema appena trattato:

Questo incontro mi è piaciuto perché…
“Questo incontro mi è piaciuto perché in un modo un po’ alternativo abbiamo affrontato un tema interessante e mi ha fatto scoprire cose che non sapevo, tipo che le donne nello sport guadagnano meno degli uomini”.
“…perché nonostante fossi a conoscenza della discriminazione femminile nello sport, non pensavo che fosse così netta e marcata in alcuni sport”.

Ti senti cambiato/a dopo questo incontro?
Sì, molto, perché ammetto che anche io, in prima persona, avevo dei pregiudizi verso le persone che praticano sport “alternativi” (bambina – calcio)
“Non mi sento cambiato, perché non ho mai avuto pregiudizi sulle ragazze”.
“Sì, perché prima pensavo che alcuni sport fossero solo per maschi, mentre ora riesco a concepire che anche le femmine possano praticarli”.

Ne parlerai con altri?
“Sì, con i miei genitori, soprattutto con mio padre, che pensa che alcuni sport siano solo per maschi o solo per femmine”.
“Ovviamente, perché potranno chiedere anche loro di fare la nostra esperienza e capire così più cose”.
“Sì perché vorrei che le persone capissero che è sbagliato giudicare una persona per ciò che fa e le piace fare”.

Ho accettato volentieri di recarmi presso la scuola media Galilei, racconta Francesca Gargiulo, per trattare il tema della Differenze e Disuguaglianze presenti nel mondo dello Sport perché è un tema che mi tocca in prima persona, infatti è un argomento che ho approfondito attraverso il mio progetto di tesi magistrale; inoltre il mondo dello Sport è da anni la mia quotidianità, prima come giocatrice di calcio ed ora come studentessa di un master in Psicologia dello Sport.
Per sensibilizzare i ragazzi ho deciso di tenere un incontro basato sul dialogo e sulla partecipazione attiva. I ragazzi, come mi aspettavo, erano molto interessati al tema e sono intervenuti con spunti preziosi che ci hanno permesso di riflettere su tematiche quali stereotipi, pregiudizi, disuguaglianze nello sport… Una delle attività proposte è stata quella di chiedere ad alcuni ragazzi e ragazze di mimare alcuni movimenti sportivi come la corsa, il lancio, la lotta “come una femmina”. Quello a cui abbiamo assistito è stato, da parte dei ragazzi, lo svolgimento di queste azioni secondo lo stereotipo per cui le donne lanciano, lottano e corrono in modo diverso rispetto agli uomini. Ho poi mostrato loro il video #LikeAGirl (visibile a fine articolo) e ho chiesto di commentare quanto osservato. Dai comportamenti e atteggiamenti stereotipati che si sono verificati, la reazione di una ragazzina è stata “Io mi sono sentita offesa, non è vero che le ragazze corrono o lottano così, noi corriamo e lottiamo come gli uomini.”

Personalmente ritengo che attraverso interventi di questo genere, volti a sensibilizzare i bambini e gli adolescenti, si possa lentamente cambiare la nostra cultura, che da sempre considera lo sport un dominio maschile. Solo così potremo far sì che le donne ottengano gli stessi diritti e vengano valorizzate per le loro capacità e competenze al pari dei colleghi uomini.

Francesca Gargiulo[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://www.youtube.com/watch?v=rtK-TdSxjoY” align=”center”][/vc_column][/vc_row]

Pin It on Pinterest

Condividi

Condividi questo articolo dove vuoi!