La pandemia che ci vede tutti coinvolti è per molti di noi una prima esperienza di emergenza globale, un fenomeno sconosciuto e iper-complesso che restringe a pochissime unità il numero di persone realmente in grado di comprenderlo; per tutti gli altri, ovvero la maggior parte, a governare sono incertezza e senso di impotenza.
Gli effetti psicologici sono evidenti e sottolineati da molti colleghi: indifferenza, scetticismo, cinismo, individualismo sfrenato, narcisismo, antisocialità, complottismo … sono solo alcune delle risposte all’angoscia dell’incertezza e dell’inattività.
Questa situazione ci sta mostrando quanto già avremmo dovuto sapere: l’essere umano è fragile e non è negando le fragilità, che diventeremo più forti, bensì accogliendole e accettandole; purtroppo la cultura americana dello “Yes, we can” ci ha fatto scordare tutto questo, ma è da qui che dobbiamo ripartire. Ecco perché credo che in questo momento sia importante riuscire a guardare al dopodomani, al fine di sviluppare oggi e domani, seppur ancor immersi nel problema, quelle competenze che ci saranno utili per rialzarci quando tutto questo finirà.
Non perché siamo invincibili, ma perché siamo essere umani, fragili ma capaci di lavorare sulle nostre fragilità per rialzarci ancora ed ancora ed ancora.
Molti studi infatti, evidenziano come eventi difficili della vita rendano gli individui più forti.  Il benessere psicologico non è necessariamente legato alla forza ma al saper apprezzare ciò che abbiamo e questa situazione di isolamento ci aiuterà a sviluppare una maggiore consapevolezza in tal senso. 

Qual è la capacità chiave per rialzarsi dopo un brutto colpo?

La cara vecchia resilienza. Una competenza che dovrebbe essere ben conosciuta da coloro che hanno una forma mentis costruita nella pratica sportiva.
In psicologia, la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.
Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti.

La resilienza si può allenare?

L’American Psychological Association suggerisce 10 comportamenti utili a sviluppare maggiore resilienza, ecco quindi che è oggi che possiamo fare delle cose per dopodomani.

Vediamole assieme:

  • Mantenere buoni rapporti con i propri familiari ed amici;
  • Evitare di vedere una crisi o un evento stressante, come quello che stiamo vivendo, come qualcosa di inaffrontabile;
  • Accettare ciò che non si può cambiare;
  • Sviluppare obiettivi realistici e muoversi verso quella direzione;
  • Prendere decisioni evitando l’immobilismo;
  • Cercare opportunità di crescita personale;
  • Sviluppare sicurezza in sé stessi;
  • Mantenere una prospettiva a lungo termine e considerare i momenti di crisi in un contesto più ampio;
  • Mantenere una prospettiva di speranza e visualizzare ciò che desideriamo;
  • Curare il corpo e la mente con allenamento fisico, una sana nutrizione e imparando a prendersi cura delle proprie necessità e delle proprie emozioni.

Pin It on Pinterest

Condividi

Condividi questo articolo dove vuoi!