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Giovane promessa della ginnastica muore cadendo dalle parallele

Una morte incredibile, assurda. Melanie Coleman si stava allenando sulle parallele asimmetriche, quando è scivolata e caduta, battendo a terra con la schiena. La giovane promessa della ginnastica statunitense, era stata vittima dell’incidente nella giornata di venerdì e le sue condizioni erano apparse subito disperate: le lesioni al midollo spinale, infatti, l’hanno portata alla morte. La ragazza, che viveva, studiava e si allenava nel Connecticut, è caduta proprio davanti agli occhi del suo allenatore, Thomas Alberti.
Melanie Coleman era stata trasferita d’urgenza allo Yale New Haven Hospital, ma i medici nonostante tutti i tentativi non sono riusciti a salvarla.
La ragazza, originaria del Connecticut, negli Stati Uniti, era una studentessa di infermieristica ma la sua vera passione era proprio la ginnastica artistica, tanto che oltre ad allenarsi e gareggiare, insegnava a bambini e ragazzi.
«Siamo tutti sconvolti, è stato un incidente grave ma assolutamente imprevedibile – le parole del suo allenatore – Melanie è scivolata mentre faceva degli esercizi che per lei erano una formalità e un’abitudine. Sono stato il suo coach per oltre 10 anni. Melanie era una leader, una di quelle cui tutti si rifacevano. Da oggi lasceremo un posto vuoto nelle foto, per lei. Riposa in pace”. Il suo allenatore ha poi continuato: “Per lei la cosa più importante non era cercare di ottenere un punteggio migliore. Ciò che l’ha resa una grande ginnasta è anche ciò che l’ha resa un’ottima persona era il costante desiderio di aiutare tutti intorno a lei”.
La notizia della morte della giovane ha ovviamente sconvolto tutti gli Stati Uniti. Il mondo del web si è mobilitato per aiutare la famiglia della ragazza a pagare le spese per il funerale: l’obiettivo iniziale, di 10mila dollari, è stato ampiamente superato e la raccolta fondi ha raggiunto quota 64mila dollari.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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