A molti la cosa è passata inosservata, a noi no. In occasione della Maratona Internazionale di Chicago, l’americana Jeannie Rice ha stabilito il nuovo record mondiale (meglio: migliore prestazione mondiale) per atlete over 70. Si, avete capito bene. Jeannie ha corso i 42,195 chilometri della classica dell’Illinois, una delle più quotate gare del genere, in 3h27’50”. Molti uomini si fanno vanto di correre la più classica e mitica delle distanze in meno di quattro ore, l’eterna ragazzina americana ha chiuso in condizioni invidiabili, con l’entusiasmo di una teenager.
Il suo tempo migliora nettamente il record precedente (3h35’29”) stabilito da Hella Miketta nel 2013. “Vincere fa parte del mio modo di correre, certo. Ma se non vinco – ha dichiarato all’arrivo – non mi interessa più di tanto. Probabilmente perché corro soprattutto in competizione con me stessa”.
La sua gara è stata regolarissima, con un passaggio a metà gara in 1h43’00”, a testimonianza di uno stato di forma eccezionale. Né Jeannie è stata spaventata dal profilo collinare della corsa, che comunque ha sempre ispirato mezzofondiste e runner di livello mondiale (tanto per dare un’idea, già trent’anni fa l’americana Jean Benoit Samuelson corse Chicago in un eccezionale 2h21’21”, ma aveva 28 anni).
Jeannie ha alzato l’asticella di una categoria d’età con un risultato cronometrico eccezionale. Sono passati molti anni, da quando era vietata la partecipazione femminile a qualsiasi tipo di maratona. Ma continuano a esserci pioniere dello sport che creano una nuova cultura della fatica e della resistenza. La Rice è una di loro.

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