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Le donne Guide Alpine: “Siamo state sempre osteggiate, vogliamo più diritti”. Le foto dell’evento

donne alpine

Le donne Guide Alpine in Italia attualmente sono 16 su un totale di 1129. Il numero è cresciuto negli ultimi anni ma resta tremendamente basso. Di questo e altro (maternità e diritti), si è parlato durante il primo meeting di Guide Alpine donna che si è svolto ad Arco. Una convention di tre giorni con una scalata in falesia con professioniste arrivate un po’ da tutto il Nord Italia.
Il Meeting voluto fortemente dalla community “Donne di Montagna” ha avuto come coordinatrice d’eccezione Anna Torretta, un punto di riferimento per tutte le Guide Alpina. «In Francia le selezioni si fanno per merito, non in base al fisico come in Italia, anche se il numero di donne professioniste non cresce nemmeno al di là delle Alpi».
Il presidente del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Pietro Giglio replica e di fatto apre. «Le Guide Alpine donna non si sono mai candidate nei collegi nazionali e regionali, per cambiare le cose bisogna entrare dove si decide. Speriamo che cada un altro muto, sarebbe bello avere una donna presidente».
Insomma c’è la sensazione che qualcosa si muova e solo il fatto che le donne per la prima volta si siano radunate per discutere ne è il segnale più evidente.
E’ stato un successo – spiega Marzia Bortolameotti, fonder di Donne di Montagna – abbiamo affrontato temi importanti sui quali staremo molto attente anche in futuro. Abbiamo trascorso un fine settimana per certi verso storico, ci siamo guardate in faccia e fatto il punto della situazione parlando di temi molto attuali che ci riguardano da vicino. Grazie a tutte le ragazze intervenute, alcune addirittura dalla Sardegna. Speriamo davvero che qualcosa si nuova“.

Ecco le foto dell’evento di Camilla Pizzini.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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