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NUOTO / Assoluti Invernali: Quadarella, Di Liddo e Carraro esultano

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Elena Di Liddo

Anche l’ultima giornata degli Assoluti Invernali open di nuoto che si sono svolti a Riccione, ha confermato l’ottimo stato di salute del nuoto italiano.
Simona Quadarella (Fiamme Rosse / CC Aniene) controlla i 400 stile libero e vince in 4’03″48. Conduce tutta la gara in testa e passa in 2’00″78 per una prova regolare che le consente di bissare il titolo conquistato venerdì negli 800 con il primato personale di 8’13″41″, nonché terzo tempo mondiale stagionale. “La mattina non riesco a rendere come nel pomeriggio – racconta l’atleta romana che compirà 20 anni il 18 dicembre ed è seguita dal tecnico Christian Minotti – Sto risentendo parecchio dei volumi di lavoro in altura e degli allenamenti della settimana scorsa. L’obiettivo è arrivare al mondiale al top. Nei giorni scorsi c’era da soffrire per raccogliere i frutti tra una decina di giorni“, conclude la regina dei campionati europei di Glasgow chiusi con la tripletta nei 400, 800 e 1500 stile libero.
Dopo i 100 si prende pure i 50 farfalla Elena Di Liddo (CC Carabinieri /CC Aniene), che batte Ilaria Bianchi (CN Azzurra 91) per un centesimo col tempo di 26″32. “Ho accusato un po’ la stanchezza – racconta la 25enne di Bisceglie allenata da Raffaele Girardi, che la scorsa estate ha conquistato il bronzo europeo nei 100 farfalla – L’importante era mantenere un buon livello malgrado l’imperfetta condizione in  avvicinamento ai mondiali“.
Doppietta anche di Martina Carraro (NC Azzurra 91) che dopo i 100 s’impone nei 50 rana col primato personale di 30″19, 7 centesimi. “Sono contenta anche se penso di aver esagerato in frequenza – dice la 25enne genovese allenata da Cesare Casella – Era importante mantenere alto il livello prestativo malgrado la piena preparazione. Le sensazioni sono positive in prospettiva mondiale“.

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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