Pallavolo

Pallavolista chiede il cambio per allattare il figlio di sei mesi. La foto diventa virale

Ha chiesto il cambio a una sua compagna di squadra per poter allattare il figlio di sei mesi che stava piangendo. Protagonista della vicenda è Lalventluangi, una pallavolista indiana del stato nordorientale di Mizoram che gioca nella squadra di Tuikum.
La foto di questa giovane mamma è divenuta subito virale sui social. L’immagine è stata condivisa su Facebook e in poco tempo ha raccolto migliaia di condivisioni e commenti, la stragrande maggioranza entusiasti per la scelta della donna.
Il ministro dello Sport dello Stato di Mizoram ha deciso di premiarla per il suo gesto naturale e meraviglioso al tempo stesso. Il denaro donatole è un segno di apprezzamento per la dedizione e il coraggio dimostrato nell’affrontare la maternità senza abbandonare la competizione sportiva.
Insomma da un Paese così lontano arriva una notizia così vicina a noi. Già perché in Italia il tema delle donne che fanno sport e che faticano a diventare mamme è molto attuale.
I’m sorry, sono incinta, torno a casa”. Si è chiuso con queste parole il matrimonio fra Alexis Jennings e l’iran Fixi, società di A1 di pallavolo. La pivot americana ha salutato tutti ed è salita sull’aereo che l’ha riportata a Huntsville, in Alabama.
Dovrebbe partire un fondo di un milione di euro per il sostegno alla maternità delle atlete. Alle atlete che sono in possesso dei requisiti potrà essere erogato un contributo di maternità fino a un massimo di dieci mensilità d’importo pari a 1.000 euro ciascuna a far data dall’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui è effettuata la richiesta.
In America le cose non vanno meglio. “Se vuoi essere un atleta e una madre, beh, è ​​davvero una follia”, ripete allo sfinimento Alysia Montaño, campionessa americana e medaglia olimpica negli ottocento metri.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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