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Rugby femminile / L’Italia soffre più del previsto e pareggia con il Giappone

Italia rugby femminile
Fonte: Fir

Un’Italia arrugginita soffre più del previsto nel primo test match autunnale, pareggiando 17-17 contro un Giappone tonico e quadrato, capace di giocare un rugby semplice ma efficace. Da sottolineare soprattutto la grande forma fisica delle ragazze del Sol Levante, capaci di mantenere per oltre 80′ una freschezza eccezionale. Tanto da fare invece per Andrea Di Giandomenico, che dovrà lavorare sugli automatismi offensivi (troppe le cariche dritto per dritto rispetto alle azioni alla mano) e difensivi (troppi i metri fatti dalle ball carrier giapponesi) di una squadra che può e deve dare di più.

Calcio d’inizio affidato all’Italia, che inizia la partita in trincea complice un Giappone aggressivo e determinato: solo un calcio di punizione interrompe quattro minuti di gioco senza sosta, ma le azzurre non colgono l’opportunità per minare le certezze del Giappone che, anzi, torna nei 22 italiani andando a marcare la prima meta al 7′ con l’ala Taniguchi. Avanti le ospiti 0-5, Hirayama non trasforma. L’Italia risponde guadagnando alcuni calci di punizione che valgono delle rimesse laterali in posizioni interessanti, ma prima un lancio storto e dopo una meta annullata dal TMO per doppio movimento vanificano gli sforzi fatti. Al 24′ l’Italia chiede la mischia sui 5 metri dalla linea di meta giapponese e dopo una buona spinta viene liberata Sofia Stefan, che schiaccia dalla bandierina la meta del 5-5 (Sillari non trasforma). Le azzurre, pur commettono qualche errore di troppo, non ci mettono molto per passare in vantaggio: dopo una prolungata azione nei 22 avversari, le azzurre aprono nuovamente sull’out di sinistra, trovando ancora una volta Sofia Stefan completamente libera. Sillari trasforma per il 12-5 italiano. Il Giappone chiude in attacco, mettendo nuovamente a dura prova la difesa italiana e marcando la seconda meta con Minami. Ancora una volta non c’è trasformazione e si va all’intervallo sul 12-10.
La ripresa inizia con lo stesso canovaccio della prima frazione: il Giappone pasticcia ma riesce a mettere sabbia negli ingranaggi ancora arrugginiti dell’Italia, che non riesce a muoversi con i ritmi di gioco sui quali è abituata. I minuti passano ma un passo alla volta, con fatica, le azzurre riescano ad arrivare nella metà campo avversaria, entro il quale conquistano vari calci di punizione. Le giapponesi difendono con indisciplina, non rotolando via nei punti d’incontro e finalmente al 56′ l’Italia sfonda la linea di difesa giapponese con una driving maul che concretizza al meglio l’ennesima rimessa laterale. Sillari manca di poco la trasformazione ma l’Italia è avanti 17-10.
I ruoli si capovolgono dopo pochi minuti, con il Giappone che costringe l’Italia a commettere tanti falli nei propri 22 e che va a marcare al 63′ sotto i pali con una bella combinazione. Hirayama non può sbagliare e l’ultimo quarto d’ora inizia sul 17-17. L’Italia soffre e rischia la beffa del sorpasso al 71′ ma fortunatamente le giapponesi commettono in avanti, tuttavia tengono le azzurre in costante apprensione dentro i 22, che nuovamente al 76′ rischiano grosso con un calcio di Rigoni stoppato dentro la linea di meta e che la stessa Beatrice riesce ad annullare. L’ultimo brivido a sessanta giri d’orologio dalla fine: il Giappone chiede la mischia in mezzo al campo e prova a lanciare un ultimo attacco per portare a casa uno scalpo di grande prestigio, all’83’ l’Italia recupera l’ovale sulla metà campo lanciandosi verso la linea di metà avversaria, senza successo. Finisce così, dopo quasi 90′ di battaglia, il primo test match autunnale dell’Italrugby, che avrà come ultima avversaria prima del Sei Nazioni l’Inghilterra.

Italia-Giappone
Marcatrici: p.t. 7′ N. Taniguchi (Giappone), 24′, 35′ Stefan (Italia), 39′ Minami (Giappone), 56′ Cammarano (Italia), 63′ Saito (Giappone)
Italia: 15 Camilla Sarasso, 14 Maria Magatti, 13 Michela Sillari, 12 Beatrice Rigoni, 11 Sofia Stefan, 10 Laura Paganini (al 47′), 9 Sara Barattin, 8 Elisa Giordano, 7 Giada Franco (al 57′), 6 Ilaria Arrighetti (c), 5 Giordana Duca (al 71′), 4 Valentina Ruzza (al 47′), 2 Lucia Gai, 2 Lucia Cammarano (al 57′), 1 Silvia Turani.
A disposizione: 16 Giulia Cerato (dal 57′), 17 Michela Merlo, 18 Sara Tounesi (dal 71′), 19 Valeria Fedrighi (dal 47′), 20 Isabella Locatelli (dal 57’), 21 Francesca Sgorbini, 22 Micol Cavina (dal 47′), 23 Beatrice Capomaggi.
Giappone: 15 Hirayama, 14 N. Taniguchi, 13 Furuta, 12 Kobayashi, 11 Kasai, 10 Yamamoto, 9 Tsukui, 8 Takano, 7 Hosokawa, 6 Saito, 5 Sato, 4 Sakurai, 3 Minami (c), 2 Fujimoto, 1 Kato.
A disposizione: 16 K. Taniguchi, 17 Kokaji, 18 Konishi (dal 40′), 19 Tamai (dal 45′), 20 M. Suzuki (dal 40′), 21 A. Suzuki (dal 40′), 22 Otsuka (dal 64′), 23 Abe.
Cartellini: 24′ cartellino giallo al Giappone
Calciatori: Hirayama (Giappone) 1/3, Sillari 1/3 (Italia)
Woman of the Match: Ilaria Arrighetti (Italia)

Informazioni sull'autore

Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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