Calcio

Sara Gama: “In Italia c’è una discriminazione di genere che non permette a nessuna donna di essere professionista”

Sara Gama, capitano della Juventus Women e dell’Italia femminile, lancia l’ennesimo urlo. “Oggi in Italia c’è una discriminazione di genere che non permette a nessuna atleta di essere professionista“. Durante il convegno “L’importante è pareggiare” la colonna della Nazionale italiana di calcio ha voluto lanciare un chiaro messaggio a favore del professionismo nel calcio femminile in Italia: “In Francia alcune società offrono contratti professionisti e altri da amatori, mentre in Italia questa scelta non è possibile – ha spiegato Gama – La gente non sa che noi siamo dilettanti e non si può continuare così anche se non vogliamo affossare il sistema proprio adesso che iniziamo a divertirci“.
Poi ancora: “Io a 30 anni non ho i contributi, se non quelli che mi sono stati versati quando giocavo in Francia e non ho tutele assicurative. Tutto deve essere sostenibile per il sistema, bisogna quindi sederci a un tavolo e trovare delle soluzioni condivise. Non possiamo riempirci la bocca dicendoci quanto siamo brave e poi non riconoscerci i diritti che ci spettano.
La sua lotta ai pregiudizi, in campo come nella vita quotidiana, l’ha resa una delle donne simbolo della svolta sociale. In questi ultimi anni ha saputo dimostrare di avere tutte le carte in regola per guidare l’Italia verso un orizzonte di grandi trionfi (agonistici e sociali). -Non solo sport ma anche tanta, tantissima cultura per Sara Gama. Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Udine, e conosce perfettamente inglese, francese e spagnolo.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

Commenta

Clicca qui per commentare