Calcio

Sara Gama: “Non vogliamo solo stipendi come gli uomini, ma diritti come l’assicurazione e la maternità”

Alia Guagni, Sara Gama, Manuela Giugliano, Elisa Bartoli e Chiara Marchitelli (Getty Images)

Sara Gama, capitano della nazionale di calcio femminile e dalla Juventus, in municipio a Trieste ha ricevuto il sigillo trecentesco del Comune dal sindaco Roberto Dipiazza. “In Italia – ha detto la calciatrice – solamente quattro sport sono professionistici”: calcio maschile, golf, ciclismo e basket maschile. Serve quindi un cambiamento complessivo del sistema sportivo. Per quanto riguarda il calcio femminile non è una questione legata agli stipendi, ma ai diritti come l’assicurazione e la maternità“.
Di sicuro la vetrina del Mondiale di calcio femminile che si è svolto in Francia ha dato la giusta visibilità al movimento e quindi contribuito alla strada del cambiamento.
Non possiamo pensare che dopo un mese dal mondiale i problemi siano risolti, vogliamo però un percorso perché anche il calcio femminile diventi uno sport professionistico“.
Per quanto riguarda gli obiettivi sportivi del prossimo anno con il club, ha confermato: “Vogliamo ripeterci sia in campionato che in coppa Italia, c’è poi la supercoppa che ci manca. Per quanto riguarda la Champions, con la formula a eliminazione diretta è più difficile, però la affronteremo serenamente”.