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Slittino / Grazie all’azzurra Rubasche l’Italia trionfa in Coppa del Mondo dopo 23 anni

(Sebastian Kahnert/dpa via AP)

La bolzanina Sandra Robatscher, nipote di Armin Zoeggeler, mito dello slittino azzurro (sei medaglie olimpiche) e suo direttore tecnico, riporta l’Italia sul gradino più alto del podio in una gara di slittino femminile. L’atleta ha vinto la gara di singolo di coppa del mondo di Altenberg, in Germania. Era dal 1996 che un’azzurra non si imponeva in coppa del mondo: l’ultima a riuscirci fu Gerda Weissensteiner a St. Moritz e Koenigssee.

Il direttore tecnico Armin Zoeggeler analizza l’ottimo risultato di squadra, che vede anche Andrea Voetter al quinto posto. “Questo risultato significa che anche in campo femminile stiamo crescendo – spiega -, nelle gare passate probabilmente è mancata un po’ di fortuna, questa volta è girata nel verso giusto ma Sandra è stata brava a farsi trovare pronta”.
Una discesa perfetta ma anche “fortunata” per la Robatscher che ha approfittato al meglio nella prima manche delle condizioni climatiche che hanno invece penalizzato le big scese dopo di lei, finite a un secondo e oltre. La neve però non ha smesso di cadere e così la giuria ha deciso di annullare la seconda manche: valgono quindi solo i tempi della prima e la Robatscher può sorridere per la sua prima vittoria in Coppa del mondo, quinta italiana a vincere dopo Maria Luise Rainer, Monika Auer, Veronika Oberhuber e la leggendaria Gerda Weissenstainer, l’ultima 23 anni fa.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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