Costume e società

Vino e sport, le donne stanno “rimontando”. Ma la strada è ancora lunga

Vino e sport, le donne stanno "rimontando". Ma la strada è ancora lunga

Come ogni anno il Premio Casato Prime Donne è una passerella dei nuovi profili femminili e dei migliori contributi alla divulgazione del territorio del Brunello.  I vincitori 2018 del Premio, andato in scena presso lo splendido Teatro degli Astrusi di Montalcino, sono stati: Sara Gama, calciatrice, Andrea Gabbrielli del Gambero Rosso, Gioacchino Bonsignore di Tg5 Gusto, Cristina Conforti Unomattina Rai 1.

A fare gli onori di casa ovviamente la presidente del Premio Donatella Cinelli Colombini che, durante il suo discorso, ha voluto puntare l’attenzione sugli enormi passi in avanti fatti dalle donne nel mondo dell’imprenditoria.
Negli anni Settanta, quando la donna diventa una parte irrinunciabile delle pubblicità, si comincia a parlare di donna oggetto, oggi – spiega Donatella Cinelli Colombini – pur in mezzo a tante difficoltà, pensate che nello Sri Lanka non possono ancora acquistare vino, si è aperta una nuova fase: le donne dominano il mercato in Asia, in Giappone acquistano l’80% del vino venduto sullo scaffale e in Cina circa il 52% delle bottiglie di prezzo superiore a 78 RMG (Robobank). Anche fra i turisti del vino le donne cominciano a diventare una forza trainante: sono la maggioranza degli enoturisti spagnoli e statunitensi (53%). Wset -Wine & Spirits Education Trust, la più grande organizzazione mondiale di formazione sul vino, ricorda che nel 1970 i diplomati del gentil sesso erano il 10.6% ma oggi il 42.8% dei graduates WSET sono donne. In Italia le donne dirigono circa il 36% delle imprese agricole e coltivano quasi 43mila ettari di vigna (Ismea) Infatti il 28% delle imprese agricole con vigneto hanno una conduzione femminile e il 26,5% delle cantine (industriali e agricole)“.

La Prima Donna 2018 è Sara Gama, calciatrice della Juventus e della Nazionale, portatrice di un messaggio coraggioso e di un chiaro contributo di valori, rappresentando – come spiega la motivazione della giuria del premio  -“la risposta femminile ai cori xenofobi degli stadi di calcio maschile e agli episodi di violenza e razzismo che hanno avuto per oggetto atleti italiani di colore”.

Donna da “oggetto” a simbolo di successo “eppure c’è ancora molta strada da fare – spiega Sara che è  anche dottoressa in lingue e consigliera federale – In Italia il problema del professionismo non riguarda solo il calcio, è un problema che coinvolge trasversalmente tutti gli sport. Non esiste un’atleta italiana professionista, siamo tutte dilettanti, nessuna esclusa“.
Eppure Sara Gama è stata inserita da Mattel, unica italiana, tra le 17 personalità femminili internazionali che possono essere di esempio per le giovani generazioni, tanto da dedicarle una splendida Barbie a sua immagine. Eppure alle ultime olimpiadi di Rio 10 delle 28 medaglie vinte da atleti italiani erano al collo delle donne. Persino nelle paraolimpiadi il settore femminile ha ottenuto ottimi risultati e il Presidente Mattarela ha commentato “le tante medaglie femminili incoraggiano le ragazze del nostro Paese”.

Le sfide da vincere sono anche negli altri settori “quando ero giovane, mi è capitato di essere incaricata sistematicamente dei servizi più difficili o faticosi – racconta la giornalista Cristina Conforti di Unomattina RAI  – e io li accettavo tutti, perché chiedere di essere sostituita da un collega uomo sarebbe stata una sconfitta”. Una grinta che porta a grandi risultati e che viene riconosciuta anche dagli uomini “le donne fotografe hanno una speciale sensibilità nelle cerimonie e gli eventi” ha detto il fotografo Bruno Bruchi “e hanno anche un gusto “di genere” per cibo e vino” ha affermato con certezza Gioacchino Bonsignore conduttore del TG5 e grandissimo esperto di enogastronomia.

 

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

Commenta

Clicca qui per commentare