Sara Dossena è la terza italiana di tutti i tempi. Nella terra dei samurai non poteva che essere lei, nata nella regione dei tondini e delle acciaierie, a correre alla grande la Maratona di Nagoya (Giappone). La bergamasca ha concluso al settimo posto con 2h24’00”  la classica femminile del Sol Levante sui 42,195 chilometri con la terza prestazione italiana di tutti i tempi.
Per la trentenne della Laguna Running si tratta di un miglioramento di tre minuti e cinquantatrè secondi,  più di un chilometro in meno rispetto al sesto posto agli europei di Berlino!
Finalmente ho coronato il sogno di una vita- dice-mi sono buttata nel gruppo delle leader, ho osato ed è andata bene, tranne un piccolo cedimento a partire dal trentesimo chilometro in poi. C’erano anche diverse salite nel finale a complicare la gara. Sono felice”.
A entrare nei dettagli tecnici, è mancato qualcosa per il record italiano: “Ma non è finita qui. Sento che potrò fare bene ai prossimi mondiali. L’appuntamento con il record è solo rinviato”. La gara ha visto un plotoncino di quattro runner passare a metà gara in 1h11’11”. Sara era con loro, e la proiezione faceva pensare a un tempo di 2h22’20”. Nel finale la namibiana Helalia Johannes ha operato un recupero sorprendente, ha staccato le altre per andare a trionfare in 2h22’35”.
Le più quotate keniane Visiline Jepkesho e Valary Jemeli hanno accusato alla fine un centinaio di metri rispetto alla scatenata alfiera dell’ex Africa del Nord Ovest, completando il podio rispettivamente in 2h22’58” e 2h23’01”. Quarta la mitica etiope Meseret Defar, pluricampionessa olimpica (2h23’33”). Settima come detto Dossena,  capace di un miglioramento incredibile sulla difficile strada della Maratona. La gara di Nagoya ha avuto ben 20.000 concorrenti.

Sara posa con i tradizionali ombrelli giapponesi

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