Avvocato e appassionata di calcio femminile, Sara Messina ci parla dei suoi progetti con Studio Assist & Partners, società di servizi per lo sport, ma anche di marketing sportivo e dei nuovi talenti del panorama calcistico italiano.

Cos’è Studio Assist e qual è il vostro obiettivo?
“Studio Assist & Partners è una società di servizi avanzati per lo sport, nata 5 anni dalle
differenti competenze di professionisti legati al mondo del calcio e del management
aziendale, fornisce consulenza ai calciatori, ai club e alla aziende che vogliono investire nel
mando del calcio. Da marzo di quest’anno abbiamo decisivo di trasferire questa nostra
esperienza in campo maschile anche nel calcio femminile, aprendo al nostro interno una
divisione dedicata alle calciatrice. Siamo convinti che ci sia tanto da lavorare nel settore
femminile. Noi offriamo un servizio “ritagliato su misura” in base alle specifiche esigenze delle calciatrici. Non solo la ricerca alternativa della squadra sia in Italia che all’estero, ma anche l’assistenza in fase contrattuale, lo studio e la cura della comunicazione dell’immagine
dell’atleta, la redazione di programmi di crescita tecnici e atletici: insomma una gestione
totale della carriera, rimanendo sempre vicini alla ragazza”.

“In Italia – continua l’avvocato – è evidente che siamo arretrati dal punto di vista del calcio
femminile rispetto al movimento delle maggiori nazioni europee, ma è necessario far crescere anche i servizi inerenti a questo settore. Speriamo che le linee imposte dalla FIGC per lo sviluppo del movimento si rivelino azzeccate. Certo è che FIGC e Lega devono dedicare più ricorse alle squadre perché fanno davvero tanti sacrifici”.

Tra le vostre assistite c’è anche una certa Valentina Giacinti, bomber del Mozzanica e
capocannoniere in serie A.
“Valentina è stata la prima a sposare il nostro intento e con lei stiamo già portando avanti il
progetto da circa un anno. Progetto non solo sportivo, ma anche d’immagine. Grazie a Mizuno infatti Valentina è stata totalmente coinvolta dal brand e noi siamo molto soddisfatti.
Una ragazza focalizzata sull’obiettivo calcio, ed i risultati di quest’anno lo dimostrano. Peccato per il campionato ma c’è ancora una Coppa Italia da giocare. Inoltre è giovanissima e ha tutta una carriera davanti. Oltre a lei assistiamo la sua compagna di squadra Aurora Galli (Mozzanica), poi c’è Beatrice Merlo (Inter Milano) ed Elena Linari insieme a Lisa Boattin (Brescia)”.

Che differenze fate nella gestione tra un calciatore e una calciatrice?
“Nessuna differenza. I servizi e le consulenze che noi eroghiamo sono i medesimi. Anche se la ragazze purtroppo sono giuridicamente dilettanti per noi sono vere professioniste così come i ragazzi. Fanno molti sacrifici e molto spesso alcune di loro sono costrette ad interrompere la propria carriera perché non riescono a gestire l’attività lavorativa o scolastica con quella sportiva. Questa è una grossa differenza che penalizza tutto il movimento”.

Che tipo di giocatrice è Beatrice Merlo, protagonista con l’Under 17 nell’Europeo in
Bielorussia?
“Beatrice è giovanissima, è nata nel 1999, non è ancora maggiorenne ma è già molto inquadrata oltre che essere tosta. Sa quello che vuole fare nella sua vita, ha solo 17 anni ma è molto più matura rispetto alla sue coetanee e lo dimostra anche in campo. Non mi sorprende che sia il capitano dell’under 17. Insieme alle sue compagne di nazionale ha raggiunto un ottimo risultato qualificandosi alla fase finale, tenendo testa ad una nazionale come la Germania e riuscendo a segnare alla Spagna. E’ un talento e sono sicura che sarà un punto fondamentale per tutto il movimento e le nazionali”.

Quali consigli daresti alle società che stanno cercando nuovi sponsor per finanziare la
prossima stagione sportiva?
“Le singole squadre devono sicuramente puntare più sul marketing territoriale, a livello globale dovrebbe invece muoversi la Lega e soprattutto la Federazione. Il nostro progetto comprende anche la consulenza ai club, non sono per quanto riguarda la ricerca del profilo tecnico migliore, ma anche per quanto riguarda la gestione sponsor e marketing.
Più in generale sponsor però, qualunque esso sia, non può pensare di fornire solo l’attrezzatura o un compenso in denaro, ma deve iniziare a coinvolgere le ragazze stesse nei suoi progetti altrimenti il contratto diventa fine a se stesso”.

Consiglieresti ad una donna di intraprendere un percorso di studio sul marketing sportivo?
“Assolutamente si. C’è bisogno di competenza in questo settore. Per quanto mi riguarda io ho scelto un percorso diverso perché prima sono laureata in giurisprudenza, poi avendo una
grande passione per il diritto sportivo e lo sport in generale ho scelto di intraprendere un
master sul business e management sportivo per avere una visione d’insieme. Penso che il
marketing sportivo sia un ramo fondamentale e da sviluppare. L’Italia è indietro rispetto
all’estero. Consiglierei ad una donna di intraprendere questa strada perché qui si usano ancora poco le nuove tecnologie per coinvolgere gli appassionati, l’estero come Inghilterra e e USA sono i benchmark migliori. A livello di calcio femminile è ancora molto poco sviluppato qui in Italia, sono poche le squadre che stano facendo un buon lavoro. Ad esempio, solo per citare alcune squadre, il Brescia cura molto la parte web e social, così come la Fiorentina”.

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