“Con un po’ di sofferenza l’obiettivo salvezza è stato raggiunto”. Scrive così il presidente Roberto Cau dalla pagina Facebook del Caprera Calcio Femminile, una delle tre squadre sarde che hanno partecipato al girone A della serie B 2015-16.

“Bisogna considerare la crisi del calcio femminile in Sardegna, – continua Cau – negli anni è stato azzerato un movimento, che vantava oltre trenta squadre, disputare il campionato di serie C regionale in vari gironi. Le motivazioni sono molteplici, meriterebbero un’analisi accurata. Il Caprera calcio è sopravvissuto a squadre titolate come la Torres, l’Olbia, il Cagliari etc. Per andare avanti, deve ancora oggi, confrontarsi con discriminazioni e pregiudizi beceri, di una realtà che associa il calcio al genere maschile”.

Gli ostacoli sono tanti: “Un aspetto non secondario, ma di vitale importanza, sono le strutture sportive e il mancato rispetto delle regole, dover faticare per il rispetto delle precedenze e delle autorizzazioni non aiuta, ma ostacola. Un esempio sono le pressioni dall’alto per favorire chi non vuole rispettare le regole del gioco. Il calcio, ma anche tutte le discipline sportive, deve avere pari opportunità, i meriti sportivi vanno conseguiti sul campo non ostentati per ottenere corsie preferenziali a danno di terzi!”.

“Una città come la Maddalena, – chiude con orgoglio – merita di avere anche un movimento di calcio femminile, che porta in giro per l’Italia il nome dell’isola. Per ottenere dei risultati di prestigio serve anche il sostegno da parte di tutti, ma soprattutto è necessario non avere ostacoli, in un percorso appianato dagli addetti ai lavori, che meritano di non vedere stravolti i progetti destinati anche al nome dello sport isolano perché il Caprera calcio femminile è parte integrante dello sport Maddalenino”.

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