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Calcio femminile / Clamoroso: il ChievoVerona Valpo non esiste più!

Calcio Femminile / Nei recuperi Orobica Bergamo e Chievo vincono per la prima volta
Stefania Tarenzi giocatrice del Chievo e della Nazionale esulta dopo un gol nell'ultima stagione (BPE Foto Agenzia Fotografica - Verona)

Una notizia clamorosa scuote il mondo del calcio femminile italiano. Il ChievoVerona Valpo ha cessato le sue attività. Lo ha reso noto la stessa società con un comunicato che riportiamo sotto. Durante la giornata faremo approfondimenti per capire meglio il perché si sia arrivati a questa situazione. Sicuramente la retrocessione in Serie B del Chievo ha influito in maniera determinante.
Davvero una notizia triste in un momento così importante e bello del movimento che sta vivendo giorni incredibili grazie alla Nazionale di calcio femminile impegnata i Mondiali di Francia

La Società ChievoVerona Valpo comunica la cessazione della propria attività come Società Sportiva Dilettantistica con obiettivo la pratica e la diffusione del calcio femminile. Contestualmente la Società rinuncia all’iscrizione di tutte le proprie squadre ai campionati 2019-20.
Il ChievoVerona Valpo lascia il calcio femminile in un momento di grande fervore, ma con la consapevolezza di aver dedicato passione e lavoro ad uno sport che finalmente inizia a crescere e andare nella direzione che da anni ci si augurava. Purtroppo le condizioni e le necessità che impone questo forte sviluppo sono sostenibili a fronte di grandi investimenti che al momento non risultano disponibili.
Dal 1 Luglio 2019 si concluderà il rapporto con l’AC ChievoVerona del Presidente Luca Campedelli, al quale va il ringraziamento per essere stato uno dei pionieri nel portare le Società maschili professionistiche all’interno del mondo del calcio femminile, avviando nel 2013/14 la collaborazione con la Società della Presidente Flora Bonafini.
Il ChievoVerona Valpo ringrazia e augura un grande in bocca al lupo a tutte le calciatrici, gli staff, gli sponsor e tutte le persone che hanno fortemente creduto nel progetto e lo hanno portato avanti con il massimo impegno“.

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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