Nuoto, ciclismo e corsa, in un’unica prova. Questo è il triathlon, uno sport che può sembrare per pochi ma che invece negli ultimi anni ha avuto un’esplosione straordinaria. Basti pensare che nel 2012 aveva 16.000 tesserati che oggi sono diventati 30.000, e 321 società che sono arrivate a 500 presenti in ogni regione d’Italia.
Luigi Bianchi, 57,anni, novarese, è il presidente della “giovanissima” Federazione Italiana Triathlon, che ha partecipato alle prime Olimpiadi “solo” nel 2000 a Sidney.
Presidente, intanto complimenti. I numeri sono straordinari…
Indubbiamente siamo molto soddisfatti ma c’è ancora molto da fare“.
Perché il triathlon ha questo successo?
Per una serie di motivi che vanno ad incastrarsi tra loro. Intanto perché permette agli sportivi di fare più attività e non “annoiarsi” con la solita e poi perché permette di stare all’aria aperta e di avere un contatto diretto con la natura. Si nuota infatti nel mare, in fiumi, laghi  e si corre ovunque. La gente in questo particolare momento storico ha tanta voglia di praticare sport outdoor“.
Ma davvero il triathlon è per tutti?
Assolutamente sì. Con una dovuta premessa: per correre anche 100 metri serve un allenamento, altrimenti non si va nessuna parte. Detto questo sicuramente è alla portata di tutti perché le distanze non sono quelle degli Ironman che invece viaggiano su ritmi decisamente più sostenuti. Il triathlon è davvero per tutti e lo dimostrano i numeri, sempre più gente si avvicina con successo a questa attività“.
Anche i giovani?
Sì. Per i bambini da qualche anno abbiamo iniziato un progetto nelle scuole proprie per consentire loro di scoprire questo sport e farglielo provare. Abbiamo tolto il nuoto perché la maggior parte delle scuole non c’è una piscina, ma per il resto circa 5.000 studenti gareggiano tra di loro prima a livello provinciale, poi regionale e quindi nazionale“.
E le donne?
Un dato può essere molto significativo: nel 2013 erano 2338, oggi sono 4292, un aumento davvero straordinario. Il 28% sono giovanissime, il 15% giovani, il 22% senior e il 35% master“.
Alcune vostre atlete vi stanno dando davvero grandi soddisfazioni…
Sicuramente Alice Betto, Anna Maria Mazzetti, Angelica Olmo e Verena Steinhauser solo per citarne alcune, stanno facendo molto bene. I loro successi fanno bene a tutto il movimento“.

Le Olimpiadi di Tokyo 20120 si avvicinano. L’Italia del triathlon come si presenterà?
Abbiamo la possibilità di portare tre donne e due uomini e di qualificarci per la staffetta mista che esordirà per la prima volta alle Olimpiadi. Ci saranno due donne e due uomini, le distanze saranno più brevi ma sarà una bellissima gara da vedere“.
Perché consiglierebbe ad una donna di fare triathlon?
Indubbiamente è una attività che comporta molto sacrifici, ma al tempo stesso regala soddisfazioni enormi. Ci si allena all’aria aperta, è un sport individuale ma ci si allena in compagni a e questo favorisce la nascita di nuove amicizie e poi inevitabilmente porta ad avere un fisico in forma e atletico“.
Nello sport spesso la differenza di trattamento economico tra uomo e donna è assolutamente ingiusta. Nel triathlon come è la situazione?
I montepremi sono identici così come i percorsi. Alla presidenza della Federazione Internazionale c’è una donna e quindi direi che tutto viene fatto nella maniera migliore. All’interno della nostra Federazione abbiamo poi una Commissione dedicata esclusivamente alle donne presieduta dall’ex campionessa Martina Dogana. Insomma massima attenzione per il mondo rosa“.

Il presidente della Fitri Luigi Bianchi consegna un riconoscimento ad alcune atlete Age Group durante la festa dedicata al triathlon amatoriale

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