L’Africa torna a dominare la New York Marathon. Lo fa con la superba prova della keniana Mary Keitany, vera fuoriclasse della specialità, capace di imprimere una svolta vertiginosa alla gara nella seconda parte, con un’accelerazione che schianta le antagoniste e la fa trionfare per la quarta volta in Central Park in 2h22’49”, seconda prestazione nella storia della gara, con la seconda parte mai corsa così velocemente a New York e forse nella storia della Maratona , con un favoloso tempo di 1h07’00”. Cosa si vuole di più? Non è finita: fra il 25° e il 35° chilometro Mary (che colleziona la vittoria numero 4 nella Grande Mela)  corre in 30’53” un diecimila parziale, cosa che a stento, soprattutto in una maratona, è ottenuto dal cosiddetto sesso forte.

Foto: RaiNews

Se si pensa che la gara non ha avuto lepri….50.000 alla partenza con 3.000 italiani al via: la gara in rosa si è sviluppata, all’inizio, su ritmi blandi, con l’americana Desirèè Linden, vincitrice dell’ultima Maratona di Boston, a scandire il ritmo. Fino al ventesimo chilometro la gara è stata condotta in testa da un plotoncino di dieci runner con le americane Shalane Flanagan, Desirèè Linden ,Molly Huddle, e le africane Netsanet Gudet, Rahma Tusa, Mary Keitany in attesa. Dopo il passaggio a metà gara (circa 1h15’49”) l’azione si è fatta intensa grazie alla spinta dell’etiope Gudeta e della keniana Mary Keitany, che nel centro di Brooklyn hanno guadagnato una cinquantina di metri su tutte le altre.
Ma nei chilometri che di solito (attorno ai 30) decidono la gara dei 42,195 chilometri, è stata la 36enne keniana Mary Keitany a far valere un palmarèès prestigioso (tre volte prima nella Maratona di Londra, tre volte a New York),  “strappando” in maniera energica e a prendere il comando. Impressionante la sua azione, con dei mille metri parziali in 3’00” che l’hanno portata, a Manhattan, a godere di circa un minuto di vantaggio sulla pur sorprendente etiope Rahma Tusa. Nell’ultimo tratto spettacolare in Central Park  la Keitany si è voltata a ricevere gli applausi del pubblico: un trionfo in 2h22’49”, suggellato dall’abbraccio con il manager italiano Gianni De Madonna. Seconda la keniana Vivien Cheruyot, che accusa più di tre minuti di distacco (2h26’01”). Il podio è completato dall’americana Shalane Flanagan, campionessa uscente, terza in 2h26’20”. Peccato davvero per l’assenza della lombarda Sara Dossena!

 

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