Questa è la storia di Marta Galeotti, una ragazza innamorata della pallavolo che ha messo anima e cuore per raggiungere il suo sogno di giocare in Serie A, ma che non ha mai dimenticato di conservare quella visione periferica che le ha consentito di non trascurare gli studi e raggiungere obiettivi e sogni oltre la carriera sportiva.
Deve essere difficile affrontare un percorso di studi in Ingegneria Biomedica. Oltre a questo è ancora più difficile completare il percorso con il massimo dei voti. Se poi lo si fa mentre si gioca a livello agonistico, deve essere sicuramente una grande impresa!

Quella di Marta è quel tipo di storia e di vita che fa ben credere che sia possibile portare avanti sia lo sport praticato ai massimi livelli, sia lo studio, l’approfondimento di una materia complicata come l’ingegneria biomedica e farlo pensando proprio al dopo, nella prospettiva di costruire quel futuro che spesso non viene considerato mentre ci si diverte a fare sport, a vivere il sogno della propria passione.

Marta ha raccontato a me e a Raffaella Masciadri, durante la puntata di Sportive Digitali di mercoledì 1 luglio, di aver conosciuto tante ragazze disorientate, demotivate e spaventate perchè, avvicinandosi il momento della fine carriera, non si erano preparate al “dopo”.

Forse è proprio la parola “dopo” che spaventa senza pensare che dovrebbe essere trasformata in “mentre”. Già perché quello che ha fatto Marta è concentrarsi sulle azioni del “mentre” e lo ha fatto disputando partite, partendo in trasferta con la propria squadra, scalando le classifiche e le categorie, decidendo di abbandonare il paese e vivere l’esperienza in Francia con l’Évreux Volley-ball per poi tornare in Italia in Serie A1 con la LJ Volley di Modena, l’ultima squadra nella quale ha giocato.

Da palleggiatrice a Sales and Marketing Manager

Dopo aver raggiunto i massimi livelli, quattro anni fa ha accettato la proposta della CoRehab, un’azienda che crea dispositivi medici che migliorano la riabilitazione di pazienti ortopedici, neurologici e sportivi. Oggi Marta è Sales and Marketing Manager, pensa ancora alla pallavolo ma non si è mai allontanata di fatto dallo sport, lavorando continuamente su progetti tecnologici che possano essere utili a sportive e sportivi in attività.
La sua forza, oltre alla costanza e determinazione che l’hanno portata a raggiungere, giovanissima, una posizione professionale di rilievo, è quella di essersi portata dietro il bagaglio emotivo e resiliente proprio dello sport: il concetto di squadra, la capacità e l’ostinazione nel raggiungere gli obiettivi oltre alla conoscenza profonda dell’ambiente agonistico, della mentalità dell’atleta e delle sue fragilità.

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