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Rugby / L’Italseven femminile non sarà alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Fonte: Federazione Italiana Rugby

Niente Olimpiadi per la nazionale italiana femminile di Seven di rugby. Si chiude con un settimo posto al torneo di qualificazione olimpica di Kazan l’avventura della nostra squadra.  Anche la Nazionale maschile non sarà alle prossime Olimpiadi, settimo posto anche per gli uomini.
Le Azzurre nei quarti di finale si sono arrese 44-0 alle padrone di casa della Russia. Nella semifinale per il quinto posto l’Italia gioca bene ma non riesce ad avere la meglio sulla Polonia che si impone 12-5 nonostante la meta di Mancini che aveva riacceso le speranze italiane. Nel terzo ed ultimo incontro l’Italseven femminile vince 29-14 contro la Romania in una gara dove la squadra di Saccà ha tenuto saldamente il pallino del gioco in mano conquistando il settimo posto.
“E’ stato un torneo duro che ci ha permesso di confrontarci con realtà importanti nel Rugby Seven. Le ragazze hanno dato il massimo e ci prepareremo al meglio per i prossimi impegni. Nell’arco della competizione abbiamo fornito buone prestazioni ed è da queste che ripartiremo cercando di migliorarci costantemente” ha dichiarato Diego Saccà, allenatore della Nazionale Italiana Seven Femminile.
La squadra vincente del torneo, la Russia, vola direttamente a Tokyo 2020 mentre le squadre classificate come seconda e terza andranno a giocarsi un posto per le Olimpiadi in un nuovo torneo di ripescaggio.

Questi i risultati di giornata:
Russia v Italia 44-0
Polonia v Italia 12-5
Italia v Romania 29-14

Quarti di finale
Francia v Romania 55-0
Russia v Italia 44-0
Spagna v Polonia 17-14
Irlanda v Inghilterra 7-17

Semifinali 5°-8° posto
Romania v Irlanda 0-48
Italia v Polonia 5-12

Semifinali 1°-4° posto
Francia v Inghilterra 12-14
Russia v Spagna 12-5

Finale 7° posto
Italia v Romania 29-14

Finale 5° posto
Irlanda v Polonia 33-5

Finale 3° posto
Francia v Spagna 17-5

Finale 1° posto
Russia v Inghilterra 19-0

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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